chiediti il perché
9 ottobre 2009
“Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo” (Mr.B.)
ci vuole dell’impegno
19 agosto 2009
Ci arriva nella posta (indirizzato a undisclosed recipient) il messaggio seguente:
CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA – REGISTRO DELLE IMPRESE
Agli utenti Telemaco
Prot. 9941 -19/08/09
Si informa che con lettera circolare n.3627/C il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito delle competenze ad esso attribuite sulle attività delle Camere di Commercio ha trasmesso copia del parere reso dalla terza sezione del Consiglio di Stato in ordine a quanto in oggetto.
In considerazione che il Ministero ha fatto proprie le considerazioni espresse dal Consiglio di Stato, lo scrivente ufficio a partire dal 15 settembre 2009 non può che procedere con l’attività sanzionatoria di propria competenza ove riscontri un ritardo od un’omissione nella presentazione di denunce al REA
Al riguardo si rammenta che le sanzioni sono quelle previste dalla legge 4 novembre 1981 n.630 e riguarderanno esclusivamente ritardi od omissioni per gli adempimenti a suo tempo (ante 19 febbraio 1996) obbligatori per il Registro delle Ditte che non siano oggetto di domanda di iscrizione o deposito nel Registro delle Imprese. Per queste ultime continuano a trovare applicazione le disposizioni previste dal Codice Civile (artt.2194 e 2630)
Nell’allegato prospetto sono indicati gli importi delle sanzioni di cui all’oggetto e si fa presente che il testo della circolare ministeriale ed il parere del consiglio di stato no reperibili sul sito del MSE all’indirizzo www.sviluppoeconomico.gov.it (Servizi/Camere di Commercio/Registro delle Imprese).
Si ricorda inoltre che dal 01 settembre 2009 allineandosi alla prassi nazionale, PER LE PRATICHE SOCIETARIE, le istanze presentate dai procuratori speciali (utilizzo della modalità di “procura speciale”) non potranno più essere accettate.
Cordiali saluti.
Il Conservatore
Ora, con un po’ di tempo e pazienza a disposizione, grazie al fatto che ormai su Internet le leggi si trovano online, segnandosi su un foglio di carta gli appunti nel corso della caccia al tesoro, probabilmente possiamo, nel giro di un’ora, arrivare a capire che la comunicazione NON CI RIGUARDA AFFATTO perché abbiamo fatto tutte le denunce di iscrizione al REA nei tempi previsti dalla legge.
Ma io mi domando: non esisteva una circolare Bassanini che raccomandava alle amministrazioni e uffici pubblici di usare un linguaggio chiaro e comprensibile???
Perché non si scrive chiaramente “ricordiamo che chi non ha fatto questo e quello resta soggetto a questa sanzione, seguono riferimenti normativi”? Perché l’autore di questo messaggio si firma “il Conservatore” e non con il suo nome e cognome? Quanta fatica ci vuole a costruire un testo così involuto e bizantino? Quanta inutile fatica cognitiva viene richiesta a chi legge? Quanti sono i rischi di errori e le perdite di tempo e denaro (richieste di chiarimenti, telefonate a vuoto…)? Non siamo nel millennio delle “conversazioni con voce umana”?
Perché diamine io vivo e lavoro in questo paese????
questo è un blog biecamente illuminista
14 agosto 2009
Sapevatelo
la nave affonda, musica maestro!
7 luglio 2009
Ieri sera a casa dei nonni ho intravisto un po’ di TG1, saranno stati mesi che non lo guardavo. Il nostro PresDelCons mostrava al presidente cinese Hintao non so bene cosa, sbellicandosi dalle risa, i traduttori dietro in affanno e Hintao con un sorriso di circostanza visibilmente imbarazzato.
Cosa ci sia da ridere, non mi è chiaro. A me viene da piangere, mentre la reputazione del nostro paese scivola giù giù, oltre il punto del non ritorno.
rovesciamenti
6 luglio 2009
Il fatto di rispettare le leggi, inizia a far di me una vera “trasgressiva”.
ma di chi sta parlando, avvocato?
13 giugno 2009
Niccolò Ghedini, intervista a Repubblica:
Non è casuale che l’avvocato che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’IDV di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere.
c’è qualcuno laggiù?
27 maggio 2009
Per fortuna che ho il blog, altrimenti certe cose me le dimenticherei. Prima di chiudere e andare a letto, ho spaginato giù giù per i radi post delle ultime settimane, e, in fondo alla pagina, ho trovato le annotazioni a margine della mia richiesta all’INPS sulle ricevute dei contributi pagati online a marzo. E mi sono resa conto che non mi è ancora arrivata per posta dall’INPS nessuna ricevuta. Dite che mi conviene aprire un’altra segnalazione?
triste epilogo
17 aprile 2009
Giunge finalmente dall’INPS la risposta alla mia segnalazione di tre giorni fa sul mancato funzionamento della stampa ricevuta dall’area pagamento online dei contributi:
Gentile utente,
con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.14/04/2009.0204354 del 14/04/2009 16.58.47, Le comunichiamo quanto segue:
Le comunichiamo che riceverà per posta i documenti richiesti.La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.
Alla faccia dei servizi online che fanno risparmiare risorse e tempo: questi invece di mandarmi per posta elettronica un PDF della mia ricevuta, se lo stampano e me lo spediscono per posta. Chissà se fanno anche la raccomandata.
Ci deve essere nella P.A. italiana qualcuno col preciso obiettivo di conservare un ruolo a tutti i costi per Poste Italiane. Spero prima o poi si stanchi, o gli cambino ufficio.
delirio inps parte seconda
14 aprile 2009
Dato che sono a casa con la bronchite, e ho passato il sabato e la domenica di pasqua a tossire a letto, il pagamento dei contributi INPS della mia collaboratrice domestica mi era passato di mente.
Oggi pomeriggio, però, mi sono ricordata dei miei doveri, e, prima di rassegnarmi a preparare il bollettino da consegnare alla solita zia o suocera disponibile a far code in vece mia, ho pensato di fare un ultimo tentativo di pagamento online. Le sanzioni per il ritardo le pagherò poi quando arriveranno.
Bene, questa volta la procedura è andata fino in fondo, e il pagamento è stato accettato. Giunta all’agognata maschera “transazione riuscita”, ho fatto una “stampa finestra” di sicurezza, perché ormai non mi fido di default. Poi, salvato il mio PDF, ho cliccato sulla voce “stampa la ricevuta”. E immediatamente Firefox è morto (suppongo di disgusto).
Ovviamente, una volta rientrati, ancorché conservando tutte le sessioni e cookies e tutto il resto, non è assolutamente possibile recuperare la transazione e riprovare a farsela stampare (peraltro, temo con lo stesso esito infausto).
Allora ho cercato nel sito, fino a scovare il webform delle segnalazioni. Qui, per poter segnalare l’accaduto e chiedere di ricevere una ricevuta del pagamento, ho dovuto compilare un form in cui mi è stato chiesto codice fiscale, comune di nascita, residenza completa, e vari altri dati (sempre nell’ottica del semplificare la vita dell’utente).
Al termine, il sistema mi ha annunciato che mi sarebbe stato inviato un numero di protocollo, col quale avrei potuto verificare l’andamento della mia pratica, dall’apposito link della homepage del sito INPS. Infatti, dopo circa mezzora è arrivato il messaggio di attribuzione protocollo,
Gentile utente,
alla Sua richiesta del 14/04/2009 16.58.47 è stato assegnato il Protocollo Nro INPS.CCBFF.14/04/2009.0204354
Io queste cose le faccio fino alla fine perché ogni volta non posso credere che, nel terzo millennio e nonostante Internet, la pubblica amministrazione italiana sia ancora ferma all’Ottocento. E invece è allegramente così.
cose che funzionano, e cose che no
10 aprile 2009
Ieri mi è arrivato il secondo Mac della mia vita, un delizioso MacBook 13″ venuto a sostituire, dopo oltre 4 anni di onorato servizio, il PowerBook G4 precedente.
Dato che in questo periodo sono (più del solito) oberata di cose da fare, l’eccitazione per il nuovo acquisto era un po’ stemperata dal fastidioso pensiero che avrei dovuto reinstallare programmi, trasferire documenti, riconfigurare profili, operazioni nelle quali – vista la mia pigrizia e la tendenza a voler fare dieci cose contemporaneamente – solitamente finisco per perdere sempre qualcosa nel trasloco.
E invece: sfogliando le pagine del manualetto, scritte in un linguaggio insolitamente chiaro rispetto alla documentazione tecnica a cui sono purtoppo abituata, mi sono imbattuta nell’”Assistente di migrazione”: un’utility che mi prometteva di occuparsi al posto mio del trasloco.
Piuttosto scettica, ieri sera dopo aver messo a letto Guido ho acceso entrambi i portatili, e ho attivato l’Assistente. E’ bastato presentarli l’uno all’altro, scrivendo sul vecchio PowerBook il codice suggerito dall’Assistente del MacBook: i due oggetti si sono parlati fra loro, e mi hanno avvisata che avrebbero lavorato insieme per circa cinque ore.
Così me ne sono andata a dormire il sonno della donna stanca ma che cerca di essere giusta. E stamattina, quando mi sono svegliata, tutti i miei 20GB di applicazioni e documenti erano passati sul nuovo MacBook, che quindi era pronto per iniziare a lavorare con me.
Non ci volevo credere. Qualcosa aveva lavorato al posto mio, risparmiandomi ore di operazioni noiose e scoglionanti, e aveva lavorato bene, senza praticamente bisogno di istruzioni da parte mia.
L’unica differenza di cui mi sono felicemente accorta è stata che la copia demo di Fireworks, che dovevo convalidare acquistando un codice di licenza online, è stata “riverginata”, così ora ho a disposizione altri 30 giorni di uso gratuito
Quando penso alla tecnologia in aiuto del benessere, è anche a queste cose che penso.
Invece oggi pomeriggio ho vissuto la classica scoglionatura da disservizi tipicamente italiani: ho cercato invano di pagare online i contributi INPS della mia collaboratrice familiare.
L’operazione mi era più o meno felicemente riuscita il trimestre scorso, nonostante la procedura veramente demenziale: infatti, per pagare online sul sito dell’INPS con una carta di credito, occorre prima registrarsi un account sul sito delle Poste Italiane (azienda la cui sola evocazione basta a scatenarmi attacchi di prurito allergico); e poi, tornati sul sito dell’INPS, finalmente si riesce a passare attraverso la complessa procedura di pagamento, la cui notifica, chissà perché, viene obbligatoriamente fatta sull’account delle Poste.
Armata di pazienza, mi sono messa all’opera, ma, arrivata alla fine del pagamento,
L’emettitore della carta di credito dell’utente non ha autorizzato il pagamento
Come mai? Ho disponibilità sufficiente nella carta, questa non è scaduta, ho compilato codici fiscali, numero del rapporto, password di ingresso e di autorizzazione a non finire, perché l’emettitore della carta non mi autorizza a pagare??
Ho chiamato il numero verde CartaSi, superando tutti gli idioti autorisponditori e i quiz vocali e digitali, finché l’operatrice a cui sono riuscita a parlare mi ha detto che CartaSì non c’entra, è colpa delle Poste. Altro non mi è dato sapere. E comunque, anche ripetuta a distanza di qualche ora, l’operazione continua ad andare in errore, e a quest’ora al numero verde rispondono solo le macchine.
Ora, o sono dei cialtroni quelli che hanno progettato i sistemi di pagamento delle Poste, o sono dei cialtroni quelli di CartaSì, o sono dei cialtroni quelli dell’INPS, o tutte e tre queste affermazioni sono vere.
Fatto sta che domani io, in ritardo di un giorno, andrò a fare la coda alle Poste per pagare il bollettino. Sia maledetto questo paese, in cui ogni operazione quotidiana deve passare sotto le forche caudine dell’incompetenza e della complicazione.