Premessa: chi mi conosce sa benissimo qual è il mio orientamento politico e può immaginare che, se io dovessi votare alle Regionali del Lazio, il mio voto andrebbe senza alcun dubbio o esitazione ad Emma Bonino, donna di cui stimo preparazione, impegno e grinta.

Apprezzo molto l’ultima iniziativa dei Radicali, presentata in prima persona dalla Bonino, di cui sono venuta a conoscenza grazie al blog di Nicola Mattina: l’archivio consultabile delle spese sostenute dalla Camera dei Deputati, con importo, fornitore e note sull’ordine.

Aggiungo però un paio di considerazioni.

Nel programma elettorale della Bonino, come citato da Nicola, leggo che

“Per aumentare la responsabilità del governo, promuovere una partecipazione informata dei cittadini e creare nuove opportunità economiche, sotto la presidenza di Emma Bonino, ogni agenzia dell’amministrazione regionale sarà obbligata a rendere disponibili su internet tutti i dati pubblici in suo possesso …”

Ora, programma o non programma, la trasparenza riguardo ai costi della Pubblica Amministrazione è già un obbligo di legge. Esiste infatti una “direttiva trasparenza per i siti della PA”, che, in applicazione dell’articolo 11 del dlgs 150/2009 (riforma Brunetta), chiede a tutte le PA di:

“creare sul sito istituzionale una apposita sezione denominata “Trasparenza, valutazione e merito”, di facile accesso e consultazione, ove pubblicare obbligatoriamente: il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e il relativo stato di attuazione, il Piano e la Relazione sulla performance, l’ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e di quelli effettivamente distribuiti, l’analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità per i dirigenti e per i dipendenti, i nominativi e i curricula dei componenti degli Organismi Indipendenti di Valutazione e del responsabile delle funzioni di misurazione della performance, i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative, le retribuzioni dei dirigenti con particolare riguardo alle componenti variabili e alla valutazione di risultato, i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico – amministrativo, gli incarichi conferiti a dipendenti pubblici e a soggetti privati, retribuiti e non retribuiti (art. 11, comma 8)”

Quindi, il programma della Bonino si potrebbe anche tradurre in “faremo rispettare una legge che esiste già”. Fatto non scontato in Italia, anzi forse rivoluzionario, ma per favore chiamiamo le cose col loro nome.

La seconda cosa che mi sconvolge è che, per ottenere i dati di spese della Camera dei Deputati, sia stata necessaria una battaglia lunga tre mesi culminata in uno sciopero della fame. Ripeto: per ottenere da chi fa le leggi il rispetto delle leggi. Questo non è un paese civile.

chiediti il perché

9 ottobre 2009

“Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo” (Mr.B.)

ci vuole dell’impegno

19 agosto 2009

Ci arriva nella posta (indirizzato a undisclosed recipient) il messaggio seguente:

CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA – REGISTRO DELLE IMPRESE

Agli utenti Telemaco

Prot. 9941 -19/08/09

Si informa che con lettera circolare n.3627/C il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito delle competenze ad esso attribuite sulle attività delle Camere di Commercio ha trasmesso copia del parere reso dalla terza sezione del Consiglio di Stato in ordine a quanto in oggetto.

In considerazione che il Ministero ha fatto proprie le considerazioni espresse dal Consiglio di Stato, lo scrivente ufficio a partire dal 15 settembre 2009 non può che procedere con l’attività sanzionatoria di propria competenza ove riscontri un ritardo od un’omissione nella presentazione di denunce al REA

Al riguardo si rammenta che le sanzioni sono quelle previste dalla legge 4 novembre 1981 n.630 e riguarderanno esclusivamente ritardi od omissioni per gli adempimenti a suo tempo (ante 19 febbraio 1996) obbligatori per il Registro delle Ditte che non siano oggetto di domanda di iscrizione o deposito nel Registro delle Imprese. Per queste ultime continuano a trovare applicazione le disposizioni previste dal Codice Civile (artt.2194 e 2630)

Nell’allegato prospetto sono indicati gli importi delle sanzioni di cui all’oggetto e si fa presente che il testo della circolare ministeriale ed il parere del consiglio di stato no reperibili sul sito del MSE all’indirizzo www.sviluppoeconomico.gov.it (Servizi/Camere di Commercio/Registro delle Imprese).

Si ricorda inoltre che dal 01 settembre 2009 allineandosi alla prassi nazionale, PER LE PRATICHE SOCIETARIE, le istanze presentate dai procuratori speciali  (utilizzo della modalità di “procura speciale”) non potranno più essere accettate.

Cordiali saluti.

Il Conservatore

Ora, con un po’ di tempo e pazienza a disposizione, grazie al fatto che ormai su Internet le leggi si trovano online, segnandosi su un foglio di carta gli appunti nel corso della caccia al tesoro, probabilmente possiamo, nel giro di un’ora, arrivare a capire che la comunicazione NON CI RIGUARDA AFFATTO perché abbiamo fatto tutte le denunce di iscrizione al REA nei tempi previsti dalla legge.

Ma io mi domando: non esisteva una circolare Bassanini che raccomandava alle amministrazioni e uffici pubblici di usare un linguaggio chiaro e comprensibile???

Perché non si scrive chiaramente “ricordiamo che chi non ha fatto questo e quello resta soggetto a questa sanzione, seguono riferimenti normativi”? Perché l’autore di questo messaggio si firma “il Conservatore” e non con il suo nome e cognome? Quanta fatica ci vuole a costruire un testo così involuto e bizantino? Quanta inutile fatica cognitiva viene richiesta a chi legge? Quanti sono i rischi di errori e le perdite di tempo e denaro (richieste di chiarimenti, telefonate a vuoto…)? Non siamo nel millennio delle “conversazioni con voce umana”?

Perché diamine io vivo e lavoro in questo paese????

Sapevatelo

Ieri sera a casa dei nonni ho intravisto un po’ di TG1, saranno stati mesi che non lo guardavo. Il nostro PresDelCons mostrava al presidente cinese Hintao non so bene cosa, sbellicandosi dalle risa, i traduttori dietro in affanno e Hintao con un sorriso di circostanza visibilmente imbarazzato.

Cosa ci sia da ridere, non mi è chiaro. A me viene da piangere, mentre la reputazione del nostro paese scivola giù giù, oltre il punto del non ritorno.

rovesciamenti

6 luglio 2009

Il fatto di rispettare le leggi, inizia a far di me una vera “trasgressiva”.

La Rejna, via FF

Niccolò Ghedini, intervista a Repubblica:

Non è casuale che l’avvocato che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’IDV di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere.

c’è qualcuno laggiù?

27 maggio 2009

Per fortuna che ho il blog, altrimenti certe cose me le dimenticherei. Prima di chiudere e andare a letto, ho spaginato giù giù per i radi post delle ultime settimane, e, in fondo alla pagina, ho trovato le annotazioni a margine della mia richiesta all’INPS sulle ricevute dei contributi pagati online a marzo. E mi sono resa conto che non mi è ancora arrivata per posta dall’INPS nessuna ricevuta. Dite che mi conviene aprire un’altra segnalazione?

triste epilogo

17 aprile 2009

Giunge finalmente dall’INPS la risposta alla mia segnalazione di tre giorni fa sul mancato funzionamento della stampa ricevuta dall’area pagamento online dei contributi:

Gentile utente,
con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.14/04/2009.0204354 del 14/04/2009 16.58.47, Le comunichiamo quanto segue:
Le comunichiamo che riceverà per posta i documenti richiesti.

La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.

Alla faccia dei servizi online che fanno risparmiare risorse e tempo: questi invece di mandarmi per posta elettronica un PDF della mia ricevuta, se lo stampano e me lo spediscono per posta. Chissà se fanno anche la raccomandata.

Ci deve essere nella P.A. italiana qualcuno col preciso obiettivo di conservare un ruolo a tutti i costi per Poste Italiane. Spero prima o poi si stanchi, o gli cambino ufficio.

Dato che sono a casa con la bronchite, e ho passato il sabato e la domenica di pasqua a tossire a letto, il pagamento dei contributi INPS della mia collaboratrice domestica mi era passato di mente.

Oggi pomeriggio, però, mi sono ricordata dei miei doveri, e, prima di rassegnarmi a preparare il bollettino da consegnare alla solita zia o suocera disponibile a far code in vece mia, ho pensato di fare un ultimo tentativo di pagamento online. Le sanzioni per il ritardo le pagherò poi quando arriveranno.

Bene, questa volta la procedura è andata fino in fondo, e il pagamento è stato accettato. Giunta all’agognata maschera “transazione riuscita”, ho fatto una “stampa finestra” di sicurezza, perché ormai non mi fido di default. Poi, salvato il mio PDF, ho cliccato sulla voce “stampa la ricevuta”. E immediatamente Firefox è morto (suppongo di disgusto).

Ovviamente, una volta rientrati, ancorché conservando tutte le sessioni e cookies e tutto il resto, non è assolutamente possibile recuperare la transazione e riprovare a farsela stampare (peraltro, temo con lo stesso esito infausto).

Allora ho cercato nel sito, fino a scovare il webform delle segnalazioni. Qui, per poter segnalare l’accaduto e chiedere di ricevere una ricevuta del pagamento, ho dovuto compilare un form in cui mi è stato chiesto codice fiscale, comune di nascita, residenza completa, e vari altri dati (sempre nell’ottica del semplificare la vita dell’utente).

Al termine, il sistema mi ha annunciato che mi sarebbe stato inviato un numero di protocollo, col quale avrei potuto verificare l’andamento della mia pratica, dall’apposito link della homepage del sito INPS. Infatti, dopo circa mezzora è arrivato il messaggio di attribuzione protocollo,

Gentile utente,
alla Sua richiesta del 14/04/2009 16.58.47 è stato assegnato il Protocollo Nro INPS.CCBFF.14/04/2009.0204354

Io queste cose le faccio fino alla fine perché ogni volta non posso credere che, nel terzo millennio e nonostante Internet, la pubblica amministrazione italiana sia ancora ferma all’Ottocento. E invece è allegramente così.