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pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

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coPro, organizzatevi bene!

Giusto ieri scrivevo che non ci erano ancora arrivate notizie riguardo alla questione della nostra collaboratrice a progetto in maternità. E invece.

Oggi abbiamo scoperto che l’INPS di Ravenna ritiene irregolare anche il fatto che noi abbiamo pagato un compenso parziale, per la parte di mese di giugno in cui la maternità non era ancora iniziata.

Avete capito bene: essendo la data prevista del parto il 12 luglio, e avendo deciso la nostra coPro di lavorare fino all’ottavo mese, il suo ingresso in maternità partiva dal 13 giugno. Quindi lei ha lavorato fino al 12/06 (con regolare certificato medico a supporto del fatto che poteva lavorare). Tuttavia, secondo l’INPS di Ravenna, a giugno (tutto giugno 2008) lei non poteva ricevere alcun compenso, pena la decadenza di ogni diritto a godere della maternità.

Quindi, lettrici che avete un contratto di collaborazione, e che forse avete una qualche idea di fare un figlio, pianificate bene le cose, o in alternativa dite le bugie al ginecologo, non sia mai che vi capiti una data prevista del parto verso fine mese e vi fottiate un mese di compenso.

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nessun aggiornamento significativo

Un paio di settimane fa ho raccontato l’assurda vicenda che stiamo vivendo per aver deciso di pagare a una nostra collaboratrice a progetto in maternità un’integrazione dell’80% riconosciuto dall’INPS.

Nonostante le richieste di chiarimento e le varie azioni intraprese di comune accordo coi nostri consulenti del lavoro, gli uffici “gestione separata” e “prestazioni di maternità” dell’INPS di Ravenna non si sono ancora messi d’accordo fra loro su quale sia la strada che possiamo percorrere per arrivare a una soluzione.

Cioè: abbiamo evidentemente agito “fuori norma”, ma a quanto pare non esiste un modo per loro accettabile di ricondurci a una situazione regolare e riconoscere l’evidente fatto che la diretta interessata ha avuto un figlio a metà luglio, e quindi attualmente è a casa in maternità. Qualunque cosa facciamo, l’INPS di Ravenna sembra decisa a riavere indietro i soldi già pagati alla collaboratrice, a non erogarle nessun altro assegno di maternità, e a tenersi peraltro ben stretti i contributi che noi abbiamo fin qui regolarmente versato.

Al momento abbiamo interpellato direttamente la responsabile nazionale della “gestione separata”. Pare comunque che il nostro caso sia al momento unico.

Sono sbattezzata.

il meglio è nemico del bene

Una nostra collaboratrice a progetto quest’estate ha avuto un figlio. Quando mi ha detto di essere incinta, le ho fatto i complimenti e, un po’ prima che stesse a casa, mi sono informata dai nostri consulenti del lavoro su come vengono gestite le maternità nei contratti a progetto.

La mia consulente mi ha detto più o meno “vai tranquilla, tu proroghi la scadenza contratto di cinque mesi, e in quel periodo l’INPS paga alla ragazza l’80% del compenso. Quando lei rientra, tutto riprende come al solito”. Visto che a me (che sono dipendente) durante la maternità lo stipendio veniva pagato per intero, le ho chiesto “e il resto, il 20% di competenza del datore di lavoro, ci pensi tu con le buste paga, vero?”. Mi ha guardata strana, perché non le era mai capitato che qualcuno volesse fare l’integrazione per una coPro, e mi ha spiegato che il 20% non è dovuto, in realtà neppure alle dipendenti, anche se è uso quasi universale che le dipendenti lo ricevano; però, per i contratti a progetto… Le ho chiarito che noi volevamo trattare le maternità coPro come le altre, e abbiamo chiuso lì.

Comunque, io ero tranquilla, e ho detto alla mia collaboratrice che stesse tranquilla anche lei. Dopo un po’, la mia consulente del lavoro mi ha detto che noi l’integrazione avremmo fatto meglio a pagarla “fuori” dal periodo di maternità, per non ingenerare equivoci sul fatto che nei cinque mesi lei sarebbe stata effettivamente a casa. Io ho detto che per me, come si doveva fare si facesse, e ho informato la mia collaboratrice. La quale però, dopo aver parlato con un’impiegata INPS, ci ha riferito che all’INPS le avevano detto l’esatto contrario, e che noi avremmo dovuto fare le buste paga al 20% per la parte che ci riguardava, e nel frattempo l’INPS le avrebbe pagato l’80% restante. Visto che non ho intenzione di diventare un’esperta di buste paga (di lavori ne ho già abbastanza), ho ribadito che per me bastava che le cose fossero fatte secondo leggi e regole, rispettando la sostanza degli accordi.

E quindi, così abbiamo fatto, anzi per esattezza così hanno fatto i nostri consulenti del personale, emettendo le buste paga tutti i mesi.

Dopo un po’ però all’INPS hanno cambiato idea, e se ne sono usciti fuori sostenendo che, se noi pagavamo un compenso (sia pure del 20% dell’importo di contratto), questo non poteva che significare una cosa: la collaboratrice stava lavorando, e, di conseguenza, non aveva nessun diritto alla maternità. In ragione di questo assunto, l’INPS ha minacciato di chiederle la restituzione dell’80% versato nei primi mesi, e ha bloccato i pagamenti per i prossimi mesi.

La nostra consulente del lavoro, con molta pazienza, ha scritto alcuni giorni fa una lettera piuttosto decisa di richiesta di chiarimenti, ma ancora non ha avuto risposta.

Pare che, decidendo di trattare una collaboratrice a progetto secondo criteri minimamente etici, si incorra in un caso non previsto, una specie di Comma22 della gestione risorse umane.

Non ho più la forza di incazzarmi per queste cose, davvero ne ho piene le scatole di questo paese dei cachi.

sbrigati babbo natale, che magari si calmano

Sabato mattina, frigo vuoto, urge passaggio alla Coop. All’entrata, mi attardo un secondo per cercare nel portafoglio la tessera che mi serve per il salvatempo. Una settacinquenne dietro di me mi apostrofa “signora, allora, si vuole muovere???”. Mi volto, e, spostandomi, le faccio notare che, se ha così fretta, lì a fianco c’è l’altro tornello da cui passare; si mette a urlare “ma sono discorsi da fare??”. Mi trattengo a stento dall’aggredirla, e soffoco dentro di me l’urlo “checazzohaifretta vecchiaimbecille, che non saprai come far sera, e invece di far la spesa frasettimana vieni ad affollare il sabato”. Ma mi controllo.

Cinque minuti dopo, incrocio un’altra più o meno ottantenne che apostrofa il figlio, un quarantenne dall’aria spenta “ti ho visto, che stavi guardando quella negra! piantala, sai!!”.

Lì a fianco, un’altra, con un melone in mano, chiede patetica alla commessa “ma è buono? perché sa, devo fare una macedonia…” e quella,  imbarazzata, le risponde “sa, ne abbiamo venduti tanti, nessuno si è venuto a lamentare, ma non è che si può promettere…”. Signora mia, si renda conto: un melone a dicembre, come potrà mai essere secondo lei? Quelli che l’hanno preso, si vergogneranno a protestare, anzi dovrebbero vergognarsi di averlo preso…

Fuori, il livello di aggressività nei parcheggi e agli incroci è al massimo. E io devo ancora comprare quattro regali. Per fortuna, le commesse, le cassiere e il macellaio della Coop San Biagio sono angeli.

postweekend

Il raffreddore è passato da Guido a Paolo, che, come spesso fanno i maschi, in questi casi cade immediatamente in uno stato di prostrazione e invalidità al 98%. Carambolo fra i bucati da fare, Guido che non dorme nelle ore solite e invece pretende di mangiare insalata di riso a tutte le ore (insalata di riso??? sì, insalata di riso. E con molti cubetti di mortadella, per favore.), laspesalaverdurafrescaduetelefonate, etc etc etc. Se penso che il prossimo weekend siamo “di matrimonio”, e mica un matrimonio easy come gli altri due di quest’anno, no, questo è un matrimonio in chiesa con lungo pranzo dopo… è lunedì, sono già stanca, e forse sento un po’ di maldigola anch’io.

In compenso, ho preso finalmente il mio primo appuntamento per fare i Pilates. Schiena, resisti, che ti sistemo!

Mi vengono in mente un po’ alla volta le frasi e parole da non dire, così, un po’ alla volta, le scrivo:

  • assolutamente no
  • assolutamente sì

Probabilmente interessa a pochi, ma sento preoccupanti scricchiolii nel mio modulo “pazienza e fedeltà alla causa politica”. Forse se smetto di leggere il giornale da qui alla data delle primarie del PD ce la faccio ad arrivare al seggio turandomi il naso,
ma forse forse forse..

andiamo sempre meglio

Sfoglio veloce la cronaca. In due giorni, due liti fra vicini di casa finite col morto. Già ero preoccupata per la mia amica Elisabetta, che ha un delizioso negozio di cose per la casa e abbigliamento, e un vicino in paranoia estiva che l’ha più volte minacciata per una feritoia che dai servizi del negozio dà sull’androne delle scale del palazzo, ma adesso lo sono ancora di più. Sperem.

io (ancora) all’orco non ci credo

Oggi al TGR Emilia Romagna hanno annunciato l’arresto a Forlì di un regista teatrale trentacinquenne, accusato di pedofilia.

Non ci credo, non ci posso credere ancora. Io so di chi stanno parlando, ed è una persona mite e dolcissima.

Alcuni mesi fa ho seguito uno dei suoi corsi sul come raccontare le favole, tre serate di leggera magia. Conosco il suo modo di raccontare, di muoversi e parlare, e immagino che a qualcuno possa sembrare più che strano.. e in effetti lo è, ma quale persona “normale” saprebbe vivere raccontando favole ai bambini e ai grandi? e dov’è il confine della normalità, e com’è difficile sondare l’animo umano, e come ciascun nostro gesto può essere inteso o frainteso..

Non le metto insieme, tutte queste cose, e una parte di me vuole credere che sia tutto un mostruoso fraintendimento, alimentato da qualche ansia di protagonismo.

Ne ho parlato con altri che lo conoscono. Qualcuno mi ha detto “non puoi mettere la mano sul fuoco per nessuno”, qualcun altro ha condiviso il mio stupore e la mia preoccupazione. Se è vera, è una storia terribile, ma se non è vera, lo sarà comunque, perché questo tipo di accuse ti rovinano la vita.

Però penso anche che non puoi mai dire, e che ti devi affidare all’intuito, alla ragione, e poi sperare di avere tanta fortuna, e che per me stessa dall’adolescenza in poi mi sono spesso fidata e ho avuto spesso molta fortuna, e avrò la stessa fortuna con mio figlio? Gli saprò insegnare ad essere insieme aperto e attento, curioso ma non spericolato? Lo assisterà la stella benigna che mi ha fatta andare in giro per le strade del mondo, senza che mai nulla di veramente brutto mi accadesse?

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