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pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

Il tappo del serbatoio e lo stato corrente della morale in Italia

La scorsa settimana ho comprato e letto in un pomeriggio “La libertà dei servi” di Maurizio Viroli, professore ordinario di Teoria politica all’Università di Princeton. Un’analisi spietata della storia passata e recente d’Italia, che mostra come nel nostro paese la demagogia abbia la meglio sulla democrazia matura, e i cortigiani siano largamente maggioritari rispetto agli uomini liberi. Cito Viroli:

Insegnare a ragionare su questioni morali è forse in Italia il più urgente impegno civile. L’analfabetismo morale ha raggiunto proporzioni allarmanti, forse più di quello letterario. Evidenti errori di ragionamento – “ma lo fanno tutti, perché non dovrei farlo anch’io?”; “ha violato le leggi, ma ha fatto anche del bene”; “è corrotto, ma è anche simpatico”; “non ha alcuna integrità, ma è intelligente”, e via di questo passo – sono diventati luoghi comuni. […] Siffatto modo di ragionare, si fa per dire, nasce dall’evidente intento di giustificare la violazione delle regole per potere essere poi trattati in analoghe circostanze con analoga benevolenza. Con l’ovvia conseguenza che i disonesti sono premiati e circondati da approvazione e gli onesti puniti e circondati da disapprovazione e spesso da malcelato disprezzo.

Le parole di Viroli mi sono tornate in mente sabato mattina, mentre facevo il rifornimento di metano. Quest’estate, durante l’ultimo pieno fatto a Brunico, l’omino del distributore ha appoggiato il tappo del serbatoio della Multipla non sul tetto dell’auto, come fanno i bravi omini, ma di fianco all’erogatore, dimenticandosi poi di rimetterlo. Se n’è accorto l’addetto al pieno successivo, purtroppo per noi sulla strada di casa (a metà della Statale Romea); ci ha avvisati, e ci ha detto che non era un problema grave perché comunque il tappo è pressoché inutile (ci pensa la valvola a tenere il gas dentro). Però io ogni tanto ci penso, al mio tappo, e mi dico che forse dovrei ricomprarlo.

Ieri mattina, mentre pagavo il pieno, ho chiesto all’addetto del distributore “dove posso comprarne uno nuovo?” Lui si è messo a ridere, e mi ha detto “semplice: parcheggi vicino a un’altra Multipla, e glielo freghi”; alla mia faccia perplessa, ha aggiunto “ma lo sai quanto costa? capace che ci spendi 22-23 euro, per un tappo nuovo!”. Io gli ho detto che se devo mettermi a rubare per risparmiare 22 euro, sto anche senza, o aspetto di passare da uno sfasciacarrozze, e lui ha insistito “comunque va bene anche se è una Panda!”.

Qualche ora dopo ho raccontato l’episodio ad alcuni conoscenti, e uno di questi ha detto che lui avrebbe fatto proprio così, “tanto in Italia rubano tutti, c’è gente che ruba miliardi, e tu ti fai problemi per un tappo di serbatoio”.

Sì, un tappo è niente, e ciascuno, me compresa, ha i suoi peccati da discutere con la propria coscienza. Ma questo sostenere ad alta voce che si può fare, che ciascuno può a suo comodo ignorare le regole e fare come più gli conviene, è il carburante della nostra corsa verso l’imbarbarimento. È lo stesso atteggiamento che porta alcuni “consulenti fiscali” a dirmi, come fosse la cosa più normale del mondo, “tanto comunque un po’ di nero lo fai, no?” (più altri suggerimenti per procurarmi finti costi che non ho voglia di raccontare, né di seguire).

Non sono una santa, ma non voglio che mio figlio cresca con questa morale amorale: e voglio essere libera di denunciare chi ruba miliardi, senza che nessuno venga a dirmi “stai zitta tu, che, quando c’è stato da rubare un tappo di serbatoio, te lo sei messo in tasca”.

Io resto dell’idea di Viroli:

Sia detto una volta per tutte: persone che sragionano nel modo che ho descritto possono vivere soltanto da servi.

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4 pensieri su “Il tappo del serbatoio e lo stato corrente della morale in Italia

  1. ilpiac in ha detto:

    Sottoscrivo.
    100mila volte.
    Tutto.
    E corro a comprarmi al più presto il libro di Viroli, anche se so già che la sua lettura mi comporterà alcune ulcere in più e di sicuro il senso di nausea che mi pervade quando sento certi ragionamenti mi accompagnerà a lungo, anche una volta finito il libro.
    Ma ci sono letture che uno deve fare se non vuole vivere come uno struzzo.

  2. Ma esiste un “Mi piace dippiù!?!?!”. Se esistesse, lo cliccherei per questo post. Purtroppo o per fortuna, gli insegnamenti vengono sempre dall’alto. E gli insegnamenti dei genitori, secondo me, ormai contano poco. Per il resto ci sono (a salire): compagni di scuola; professori; parenti; facebook; datori di lavoro; amici; compagni di associazione(qualsiasi); Grande Fratello; liisola dei Famosi; politici; capi del governo e simili.
    Ti ammiro. Ciao

  3. Monica in ha detto:

    Mi ricorda di quando un mio conoscente – dirigente con stipendio a 5 zeri e oltretutto molto attivo su temi civili e cause “sociali” – si vantò con me del fatto che un cassiere di Mediaworld per una svista gli aveva battuto solo il cavo da 5 euro e non il dvd-player da 90. Ovviamente il mio conoscente si era ben guardato dal fargli notare l’errore e se ne era andato a casa orgoglioso e soddisfatto dell’ottimo affare!
    Ti giuro da quel momento l’ho guardato con occhi diversi, pieni di disgusto e disprezzo.

  4. Se penso a quante volte il non derogare su questo punto mi ha penalizzato e continua a farlo, in special modo sul lavoro. Grazie per il post, mi allevia un po’ il senso di nausea e crampo allo stomaco che provo in genere quando penso all’integrità morale.
    Ad maiora!

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