alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

tempo di bilanci

Con la fine del 2009, lascerò, dopo otto anni, il mio posto di amministratore delegato in Wafer.

Fino a un anno fa, questa era l’ultima cosa che mi sarei immaginata: Wafer è stata per me una specie di bambino, che ho fatto nascere e crescere, cercando di farlo somigliare a me nei miei pregi, e di non fargli pesare i miei difetti. Ha assorbito e generato pensieri, passione, progetti, energia; come un figlio, mi ha cambiata, resa orgogliosa, fatta arrabbiare.

In questi otto anni ho imparato che le cose non sempre riescono come vorresti, perché ci sono tanti fattori che le influenzano oltre al lavoro e all’impegno che ci metti tu. Qualche volta, di fronte alla sfiga, ho pianto – come quando abbiamo trovato la sede svuotata dai ladri – e poi mi sono soffiata il naso e ho ripreso a sorridere, perché lamentarsi è un pozzo che succhia energia, e di energia ne serve tanta, invece.

Ho imparato, ogni giorno di più, che bisogna chiamare le cose col loro nome e guardarle in faccia, senza raccontarsela e senza rimandare le decisioni. Ho anche sperimentato più volte quanto serva cambiare punto di vista, e guardare le stesse cose in un modo diverso.

Così a un certo punto, a inizio di quest’anno, ho riconsiderato la mia vita e il mio lavoro, e ho capito che una stagione si stava chiudendo, e che non avevo più voglia di continuare a lungo. Ci sono varie vicende che hanno contribuito a questo spegnersi della passione: patti non scritti che negli anni sono stati malcompresi o malrispettati, storie che potevano e dovevano andare in modo diverso e invece sono finite male, fatica di crescere e tenere insieme i numeri in un mercato asfittico e senza regole, compromessi e diplomazie che mi venivano chiesti, e che non volevo più accettare; e infine la crisi globale, che ci sta mettendo tutti di fronte alla necessità urgente di cambiare.

Mi guardo indietro, e mi dico che è stata una gran palestra e una gran scuola. Ho indossato quasi tutti i cappelli che ci si può mettere in un’agenzia web, dai ruoli operativi a quelli manageriali; ho lottato con la mia difficoltà a delegare, e ho scoperto quanto mi sia difficile gestire i conflitti.

Alla fine, quel che penso mi sia riuscito meglio – oltre ad alcuni lavori di cui sono davvero fiera – è motivare le persone, creando un ambiente di lavoro in cui ciascuno avesse la possibilità di crescere, di prendersi delle responsabilità, di imparare. Poi non tutti l’hanno fatto in misura uguale, o con risultati eccellenti, ma ci sono state sorprese e soddisfazioni, e Wafer è stato un posto di lavoro dove non ti si spegne il cuore quando entri in ufficio. Sono stati otto anni di open space, in tutti i sensi: trasparenza su obiettivi e conti, impegno a distribuire il più possibile le informazioni, incoraggiamento allo scambio di conoscenze, analisi aperta degli errori con l’obiettivo di non ripeterli.

Ma ora ho bisogno di ritrovarmi da sola. Voglio prendermi tempo, per studiare e sperimentare. Ho un po’ di idee, le voglio esplorare senza il peso di dover gestire (in Italia) un’azienda di otto persone, e il vincolo di dover rendere conto a dei soci che non hanno la più pallida idea di quello che faccio.

Cambierò il mio status FriendFeed, non più “mordo il freno”, ma qualcosa che devo ancora pensare. Sono sicura che il prossimo bilancio sarà molto migliore.

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13 pensieri su “tempo di bilanci

  1. Apprezzo ogni singola parola.
    Brava e buona fortuna.
    -f

  2. complimenti per quanto fatto sin ora e tanti auguri per quello che farai

  3. In bocca al lupo Alessandra

  4. In bocca al lupo per tutto. Un capitolo si è chiuso, ma hai ancora tanto da scrivere.

  5. Alessandra, ho avuto modo di conoscerti personalmente “al volo” ma sei una di quelle persone che sono state in grado di trasmettermi immediatamente “tremilionidicose” anche se non dette esplicitamente :). Ti ammiro per le cose che scrivi e come le scrivi, ammiro l’Alessandra donna e l’Alessandra professionista, avendo ben presente le mille battaglie quotidiane con cui ci si deve scontrare nelle realtà lavorative, più o meno strutturate che siano.
    Ogni “stop” è solo un altro “start”, diceva qualcuno e anche io ci ho sempre creduto.
    Un in bocca al lupo semplicemente scaramantico, ma non credo ce ne sia nemmeno troppo bisogno perchè il lupo, tu te lo mangi in un boccone solo. 🙂

  6. Congratulazioni per quello che hai fatto, complimenti per la scelta di cambiare, un forte abbraccio e un grosso in bocca al lupo per il futuro.

  7. sono sicuro che non te ne pentirai 🙂

  8. Pentirmi? Non credo, mi sono pentita di non aver fatto delle cose, ma raramente si averle fatte. Come si dice, meglio rimorsi che rimpianti 😉

  9. mini-wife in ha detto:

    buona fortuna, se si può dire perchè la fortuna non si crea ma molto si può fare perchè le cose a cui si tiene possano andare bene!
    anna

  10. 🙂 in bocca al lupo anche da me…

  11. Silvia in ha detto:

    In bocca al lupo!
    andrà di certo bene 🙂

  12. kudos alessandra!

  13. Pingback: Primo bilancio di un anno di svolta | Alessandra Farabegoli

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