alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

cose che funzionano, e cose che no

Ieri mi è arrivato il secondo Mac della mia vita, un delizioso MacBook 13″ venuto a sostituire, dopo oltre 4 anni di onorato servizio, il PowerBook G4 precedente.

Dato che in questo periodo sono (più del solito) oberata di cose da fare, l’eccitazione per il nuovo acquisto era un po’ stemperata dal fastidioso pensiero che avrei dovuto reinstallare programmi, trasferire documenti, riconfigurare profili, operazioni nelle quali – vista la mia pigrizia e la tendenza a voler fare dieci cose contemporaneamente – solitamente finisco per perdere sempre qualcosa nel trasloco.

E invece: sfogliando le pagine del manualetto, scritte in un linguaggio insolitamente chiaro rispetto alla documentazione tecnica a cui sono purtoppo abituata, mi sono imbattuta nell'”Assistente di migrazione”: un’utility che mi prometteva di occuparsi al posto mio del trasloco.

Piuttosto scettica, ieri sera dopo aver messo a letto Guido ho acceso entrambi i portatili, e ho attivato l’Assistente. E’ bastato presentarli l’uno all’altro, scrivendo sul vecchio PowerBook il codice suggerito dall’Assistente del MacBook: i due oggetti si sono parlati fra loro, e mi hanno avvisata che avrebbero lavorato insieme per circa cinque ore.

Così me ne sono andata a dormire il sonno della donna stanca ma che cerca di essere giusta. E stamattina, quando mi sono svegliata, tutti i miei 20GB di applicazioni e documenti erano passati sul nuovo MacBook, che quindi era pronto per iniziare a lavorare con me.

Non ci volevo credere. Qualcosa aveva lavorato al posto mio, risparmiandomi ore di operazioni noiose e scoglionanti, e aveva lavorato bene, senza praticamente bisogno di istruzioni da parte mia.

L’unica differenza di cui mi sono felicemente accorta è stata che la copia demo di Fireworks, che dovevo convalidare acquistando un codice di licenza online, è stata “riverginata”, così ora ho a disposizione altri 30 giorni di uso gratuito 🙂

Quando penso alla tecnologia in aiuto del benessere, è anche a queste cose che penso.

Invece oggi pomeriggio ho vissuto la classica scoglionatura da disservizi tipicamente italiani: ho cercato invano di pagare online i contributi INPS della mia collaboratrice familiare.

L’operazione mi era più o meno felicemente riuscita il trimestre scorso, nonostante la procedura veramente demenziale: infatti, per pagare online sul sito dell’INPS con una carta di credito, occorre prima registrarsi un account sul sito delle Poste Italiane (azienda la cui sola evocazione basta a scatenarmi attacchi di prurito allergico); e poi, tornati sul sito dell’INPS, finalmente si riesce a passare attraverso la complessa procedura di pagamento, la cui notifica, chissà perché, viene obbligatoriamente fatta sull’account delle Poste.

Armata di pazienza, mi sono messa all’opera, ma, arrivata alla fine del pagamento,

L’emettitore della carta di credito dell’utente non ha autorizzato il pagamento

Come mai? Ho disponibilità sufficiente nella carta, questa non è scaduta, ho compilato codici fiscali, numero del rapporto, password di ingresso e di autorizzazione a non finire, perché l’emettitore della carta non mi autorizza a pagare??

Ho chiamato il numero verde CartaSi, superando tutti gli idioti autorisponditori e i quiz vocali e digitali, finché l’operatrice a cui sono riuscita a parlare mi ha detto che CartaSì non c’entra, è colpa delle Poste. Altro non mi è dato sapere. E comunque, anche ripetuta a distanza di qualche ora, l’operazione continua ad andare in errore, e a quest’ora al numero verde rispondono solo le macchine.

Ora, o sono dei cialtroni quelli che hanno progettato i sistemi di pagamento delle Poste, o sono dei cialtroni quelli di CartaSì, o sono dei cialtroni quelli dell’INPS, o tutte e tre queste affermazioni sono vere.

Fatto sta che domani io, in ritardo di un giorno, andrò a fare la coda alle Poste per pagare il bollettino. Sia maledetto questo paese, in cui ogni operazione quotidiana deve passare sotto le forche caudine dell’incompetenza e della complicazione.

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