alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

il valore del servizio – 2

Spesso si tende a sottovalutare la gravità degli effetti del lavorare male, con disattenzione e trascuratezza. Cosa succederà mai, a parte far perdere la pazienza a qualcun altro, o sprecare un po’ più di tempo/risorse/energia?

Finché si tratta di una commessa che non mi sa spiegare i dettagli tecnici di un cellulare, niente di sostanzialmente grave. Ma non è sempre così.

Antefatto: mia sorella ha partorito Matteo (“il cuginetto!”) a inizio novembre, praticamente tre anni esatti dopo la nascita di Guido. Naturale quindi che spesso mi chieda consigli sui dubbi piccoli e grandi che vengono a ogni neomamma, consigli a cui io rispondo volentieri per quello che so sia dall’esperienza diretta, sia dalle letture online e offline, recenti e passate.

C’è da dire che Daniela è fortunata, perché Matteo è una pasta di bambino, cresce (tanto), tetta (con una regolarità da manuale), dorme (più e meglio di ogni altro bambino che io abbia conosciuto), è sano e allegro, insomma c’è poco di cui preoccuparsi.

Negli ultimi giorni, Matteo era un po’ irrequieto: mangiava poco e male, frignava, dormiva di meno. Sono cose che capitano, e poi passano, fra l’altro sembra che ci siano già un paio di dentini in procinto di spuntare, quindi ho rassicurato al telefono la sorellina dicendole di non stare in ansia, tenerlo sotto osservazione e, semmai, parlarne con la pediatra se la cosa si prolungava troppo.

Ieri sera, dopo averlo messo a letto stanco e stremato e quasi digiuno, Daniela, alla ricerca di qualche consiglio sul che fare, si è messa a leggere l’opuscolo “omeopatia per bambini” che aveva preso in farmacia, perché lei sta attenta a usare meno medicine possibili per sè e per Matteo, e a usarle il più leggere e naturali possibile.

E qui, le è venuto un colpo. Una decina di giorni fà, assillata da un fastidioso mal di gola, aveva chiesto alla parafarmacia vicino a casa qualcosa per curarsi che non fosse un antibiotico né il propoli (“qualcosa di naturale, perché sto allattando”); e la parafarmacista (si dice così?) le aveva venduto dei granuli sublinguali a base di Phytolacca, che ha effetti antiinfiammatori e antisettici.

Peccato che i principi attivi contenuti nella Phytolacca interferiscano anche col processo dell’allattamento: infatti, a dosi minime, la si usa per risolvere ingorghi mammari, e a dosi diverse per bloccare la produzione di latte, interrompendo forzatamente l’allattamento. Ma questo la parafarmacista l’ha imparato solo stamattina, quando un’imbestialita Daniela le si è presentata davanti a chiederle spiegazioni.

Per fortuna, interrotta la Phytolacca e smaltita l’incazzatura, il latte è tornato e Matteo ha mangiato in abbondanza, tornando alle abitudini consuete. Santa pace, ma vendere medicine, sia pure naturali e/o omeopatiche, si potrà farlo con la leggerezza con cui si vendono bottoni?

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2 pensieri su “il valore del servizio – 2

  1. the sister in ha detto:

    antefatto: 2 settimane prima, sempre in preda a questo terribile mal di gola, che mi impediva addirittura di deglutire, entro in un’altra di queste Para-farmacie… nuova di zecca, aperta da poche settimane sulle ceneri dell’ennesimo negozio chiuso dalla “crisi economica”, in cerca di un colluttorio compatibile con questo “benedetto allattamento”… Mi si presentano davanti i due pseudo-para-farmacisti… poco più che 2 adolescenti a cui faccio la mia richiesta, sempre ben specificando che “sto allattando… bla bla bla “. I due si guardano perplessi, e, mi offrono un bel colluttorio alla propoli…. Li guardo stupiti, cavolo, alla prima visita della gravidanza, oltre un anno fa, la mia ginecologa mi aveva assolutamente proibito di prendere la propoli per tutta la durata di gravidanza e allattamento…. Era stata una delle prime raccomandazioni che mi aveva fatto!!! “Vabbè” penso, “forse non sono molto esperti, meglio andare all’altra parafarmacia vicino a casa, la dottoressa lì si che ci capisce”. Mah, sarà poi veramente una dottoressa? o forse una disoccupata che una mattina si è svegliata e ha pensato “Potrei aprire una Parafarmacia, uno di quei posti dove si vendono le medicine senza ricetta e quelle “robe omeopatiche”, magari faccio anche qualche buon affare”. At salùt sorellina…. grazie dello sfogo!!!!!!!!

  2. Carissime amiche, io ho grandissima stima della vostra intelligenza, pertanto sono sicuro che mi ringrazierete moltissimo dopo aver letto questo fantastico libro che io ho divorato in pochi giorni.

    http://www.ibs.it/code/9788817026017/singh-simon-ernst-edzard/aghi-pozioni-e-massaggi.html

    Dopodichè la smetterete di buttare soldi e tempo in parafarmacie e scemitudini varie 🙂

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