alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

animalier

Qualche giorno fa si chiacchierava su FriendFeed dei sentimenti ambivalenti che possono suscitare i bambini, esseri in certi momenti adorabili, in altri insopportabili.

Personalmente odio il mito della maternità, anzi della “mammità”, attitudine italianissima e molesta, generatrice prima di insopportabili marmocchi e successivamente di inetti bamboccioni. In molte cose sono “tedesca”, e più che altro cerco di condire con molta ironia gli aspetti meno piacevoli dell’esperienza, tipo passare un’ora di notte a lavare un bambino febbricitante che ha vomitato l’intera cena nel letto, ficcare lenzuola coperte e peluches in lavatrice, rifare il letto e ridargli il bacino della buona notte.

Ci sono poi momenti in cui se non ci ridi sopra ti seppelisci, tipo quando dice convinto a tua madre “nonna, tu ti lamenti sempre” e, alla sua reazione interrogativa, si volta verso di te e aggiunge “lo dice la mamma!”. E tu pensi che hai detto la stessa cosa anche di tua suocera…

Poi i bambini hanno le loro manie, ciascuno le sue personali. Mio figlio ha attraversato fasi di identificazione con alcuni cuccioli di animali; qualche tempo fa, ad esempio, sosteneva di essere un gattino, e ci attribuiva dolci appellativi come “mamma gatta”, “babbo gatto”, “nonna gattona”, e così via.

Nelle ultime settimane ha deciso di essere un puledrino. Corre – pardon, trotta o galoppa – per il corridoio, ogni tanto si esibisce in un nitrito, torna alla stalla. L’ultimo sabato prima di Natale siamo andati a far compere, tutti e tre insieme, in negozi sorprendentemente deserti causa crisi. In un negozio piuttosto fighetto del centro mi sono provata un po’ di cose, e lui ha fatto un’impeccabile figura da bimbo educato, sostenendo una discreta conversazione con le commesse. Probabilmente si stava annoiando un po’, così, quando mi ha vista uscire dal camerino e ha intuito che la rottura stava per terminare, il suo viso si è illuminato (ancora probabilmente gli faccio l’effetto della donna più bella del mondo), e mi è venuto incontro a braccia aperte esclamando, nel silenzio generale, “la mia giumenta!!!”. Le due commesse hanno sbarrato gli occhi, e io, come fosse la cosa più normale del mondo, ho spiegato la metafora; dalla cassa, la padrona del negozio ha commentato gelida “ah, pensavo di aver capito male.”

Così ora probabilmente quando tornerò in quel negozio mi accoglieranno come fossi Frau Blücher. Vabbè, di questi tempi una cliente non si butta mai via, qualche speranza ce l’ho.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “animalier

  1. Francamente un buonintervento. Navigo con attenzione
    il blog http://blog.alebegoli.it. Avanti in questo modo!

    clicca questo link

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: