alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

il marketing insegnato dagli assicuratori

Premessa

Io odio gli assicuratori.

Dato che fra le mie motivazioni all’acquisto la sicurezza occupa l’ultimo posto, l’idea di spendere con certezza somme ingenti di denaro, dovendo al tempo stesso sperare di farlo inutilmente, mi repelle. E, dietro a ogni venditore di assicurazioni, pavento l’avvoltoio che, nel momento del bisogno, mi declasserà di categoria rifiutandomi il dovuto.

Al contrario, mio marito, da bravo ingegnere paranoico della sicurezza, tenderebbe a mettere sotto garanzia ogni cosa, “perché metti che succeda…”; inoltre, nella sua smisurata pignoleria, pretende di analizzare nei dettagli i pro e i contro di ogni piano assicurativo, riconfigurando mille volte i possibili parametri (durata, massimali, estensioni di garanzia…)  fino a trovare la soluzione ottimale.

Questo nel tempo ha generato discrete discussioni sulle scelte di bilancio familiare, da cui di recente ho cercato di sottrarmi rassegnandomi a vederlo dilapidare ingenti quote del suo reddito in polizze, purché non mi ammorbi più coinvolgendomi nella scelta, che almeno non ci perdo tempo.

Così, l’unica assicurazione di cui mi occupo è l’R.C. Auto, perché l’unica auto di casa è intestata a me. Quando arriva la lettera del rinnovo me la metto in evidenza vicino alle chiavi di casa, dove viene sepolta in breve da altre cartacce, per riemergere pericolosamente vicino alla scadenza; mando all’assicurazione il fax del bonifico (che questi sono degli altri che l’email ancora non la usano), e sospiro di sollievo pensando che per un altro anno sono a posto.

Quest’anno

Quest’anno, il fortunato consulente assicurativo di cui al momento si serve mio marito gli ha fatto presente che, finalmente, sarebbe riuscito a farci una polizza auto alternativa alla nostra a un prezzo estremamente vantaggioso. Io ho chiarito che non mi importava nulla, bastava che non mi facessero perdere tempo: il mio stato di rischio era nella cartellina tal dei tali, ci facesse tutti i suoi conti e mi dicesse il risultato.

Nel frattempo, la vecchia assicurazione mi ha mandato l’avviso di scadenza. Ma quest’anno, al posto della solita lettera “le ricordiamo che la sua polizza R.C. Auto scade il 31/12, la tariffa del rinnovo è di X Euro”, la lettera recitava più o meno così:

..Come sempre, può fare completo affidamento sul suo agente, che le darà tutte le informazioni sul rinnovo… Con XXX può contare su in servizio di qualità… Un servizio di cui fa parte anche la comunicazione: ogni informazione utile, con un linguaggio semplice e chiaro. Come in questa lettera.

Mah. Fra tutte queste informazioni, dov’è scritto il prezzo del rinnovo? Volto la lettera, e nemmeno lì trovo un numero. Continuo a leggere..

Si rivolga al suo agente per conoscere il premio di rinnovo! Da  quest’anno il premio di rinnovo è calcolato sulla base di molti parametri, che ci sono noti solo in parte. Venga a trovarci in filiale, prendendo un appuntamento col suo agente: potrebbe rivelarsi una visita molto vantaggiosa!

Al pensiero di dover perdere un’ora per andare a parlare con un assicuratore, al solo scopo di farmi dire quanto avrei dovuto pagare, mi sono subito girati i coglioni, e ho chiesto a Paolo se il suo assicuratore gli aveva fatto un preventivo. Vista la cifra, leggermente minore del mio premio dell’anno scorso, ho immediatamente dato la disdetta dai vecchi e delegato Paolo a procedere col resto.

Dopo qualche giorno, alle otto di sera, mi squilla il cellulare. Era l’agente della vecchia compagnia, che, con voce mogia, mi chiamava a riguardo al fax ricevuto. Questo è uno che ha il vizio di chiamare sempre all’ora di cena, in genere per parlare con mio marito, col risultato di tenerlo al telefono per mezzore intere mentre io mi sbatto a mettere insieme la cena, smadonnando nel tentativo di troncare l’interessante conversazione. L’altra sera, stavo sistemando con Guido dei ritagli, dopo un’interessante sessione di “copia e incolla foto di ruspe”

L’ho bloccato con una spudorata menzogna, “Guardi, insieme a mio marito abbiamo fatto una valutazione complessiva riguardo a un pacchetto assicurativo, e la decisione è stata presa di conseguenza, quindi non mi faccia perdere tempo non c’è spazio di ritrattazione.” Ha provato a rilanciare che “quest’anno il suo premio sarebbe calato di circa X euro…”; allora gli ho dato la mazzata finale, “Visto che ne parliamo, colgo l’occasione per dirle” (sì, dalla mia bocca sono uscite queste precise parole, colgo l’occasione per dirle) “che il fatto che nella lettera di quest’anno non ci fosse scritta la cifra, quando invece, come lei mi dimostra, eravate perfettamente in grado di comunicarmela, e fosse necessario invece perdere tempo a venire in agenzia per saperla, non mi ha fatto una bella impressione.” Mi ha salutato mogio.

Spero che lo riferisca anche al genio del marketing che ha avuto questa bella pensata.

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