alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

tentativi di elaborazione del lutto

Alle nove di ieri sera, la mia amica Cinzia mi ha mandato un SMS, “almeno hai un bel colore di capelli”.

Dopo aver messo a letto Guido, che erano quasi le undici, ho controllato i risultati, e poi ho fatto un giro di blog amici per condividere il lutto. Elasti affranta, anche lei in uno stato non consolabile neppure dai bimbi. Mantellini forzatamente ironico. Leggendo l’incipit di Stark, non ho retto più, e sono scoppiata a piangere e ridere allo stesso momento, più piangere che ridere per la verità.

manifesto dei repubblicani europeiStamattina al risveglio mi è tornato in mente il manifesto vagamente iettatorio dei Repubblicani Europei, che ho visto per la prima volta domenica mattina mentre pedalavamo verso il seggio: una donnina sfocata, con un sorriso malinconico, che tiene in mano la sua tesserina di puzzle verde (quando vedo una tessera di puzzle in un manifesto o in un sito, mi vien subito un conato di nausea: credo che non ci siano metafore più logore e abusate di quella…), e sopra, in nero (chi è l’art director? ditemelo, chi è???) la frase “insieme ce la faremo”, che mi ha subito fatto pensare a quelle cose che si dicono quando in famiglia c’è un lutto, o una brutta malattia.

Sì, in effetti mi sento come se tutto il paese avesse una brutta malattia. E non sono neanche sicura che insieme ce la faremo, a tener botta. Ho voglia di smettere per qualche settimana di comperare la Repubblica, per disintossicarmi di notizie, e sicuramente continuerò a tenere spenta la televisione.

PS: navigando per la rete arrivo all’amara analisi di Suzuki. Ne riporto le considerazioni finali, perché le condivido pienamente e non avrei mai avuto il tempo di scriverle altrettanto bene e per esteso.

PESSIMI BUONI PROPOSITI

In ultimo, qualche rapida riflessione sul “che fare?”.

Capitolo difficile. Non ho consigli da dare e francamente non credo di essere legittimato a farlo.

Posso dirvi cosa conto di fare io, avvertendovi che ragiono da una posizione di relativo privilegio (lavoro in proprio nel ricco nord produttivo, guadagno abbastanza bene, posso disporre liberamente del mio tempo e non devo rendere conto a nessuno delle mie azioni) e che ognuno fa storia a sé.

Una parte riguarda direttamente me. Le sconfitte fanno crescere, perfino se prese a raffica (ricordo a tutti che tifo per il Toro). Non amo il rito comunista dell’autocritica, preferisco riflessioni più pratiche e costruttive e detesto chi si piange addosso.

Un’Italia così mi disgusta, certo. Forse dovrei essere più compassionevole, ma vengo da un’altra cultura.

Posso solo prendere un impegno serio, che è migliorare me stesso. Tra l’altro c’è molto da fare. Credo laicamente alla teoria per cui i miglioramenti interiori portino benefici a ciò che hai intorno.

Credo anche che la gente che andrà al potere nei prossimi giorni sia pericolosa per i valori a cui tengo.
Parlo di valori veri, quelli che ti permettono di distinguere tra il bene e il male. E sono valori su cui non sono disposto a cedere, ma nemmeno a trattare.

Possono riscrivere i libri di storia, ma non riscriveranno la storia, possono santificare i mafiosi ma non renderanno appetibile l’ingiustizia a chi la subisce.

Ci sono cose non negoziabili. Ma non lo capiscono. E su questo, su queste vendette idiote e di bassa lega, genereranno tanta negatività che compatterà i loro avversari. Sono stupidi, certi berlusconiani: state pur certi che non mancheranno di farlo.

So per certo che in un’Italia sempre più “a misura di portafoglio” la difesa dei valori e degli stili di vita passa attraverso il denaro: vivere come si vuole è un lusso e lo sarà sempre di più.

E’ per questo che il mio pensiero costruttivo è quanto più di sanamente individualista e libertario si possa concepire e forse scandalizzerà qualcuno.

Per difendere la mia vita, la vita come la voglio io nella sua irrazionalità e irrequietezza (ed è una vita che mi piace e che voglio migliorare sempre di più e di cui non intendo rendere conto a nessuno), ma anche nei suoi valori che reputo buoni, credo che dovrò cercare di arricchirmi il più possibile.

Prima di gridare allo scandalo, rifletteteci.
Perché i soldi ti pagano la libertà, in questa Italia.
Ti pagano il diritto di abortire o anche solo di prendere la pillola del giorno dopo (basta pagarsi un viaggio in Francia), ti pagano il diritto all’eutanasia e ad una morte dignitosa, ti pagano una vita insieme se sei una coppia di fatto, ti pagano la libertà sessuale, la libera informazione, un’educazione laica e libera, una televisione non di regime, la libertà di assumere le sostanze che vuoi, un ambiente migliore, ecc.

Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza.

Ma a quasi 34 anni, dopo esattamente 20 anni di militanza ininterrotta e faticosa, credo che sia giusto ricordarmi che negli spazi tra una lotta e l’altra dovrei vivere.

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3 pensieri su “tentativi di elaborazione del lutto

  1. Ne usciremo, vedrai: inevitabilmente diversi,probabilmente migliori:-)

  2. Luposelvatico, non so te, ma io non sento il bisogno di diventar migliore. Specie in giornate come ieri, poi, io mi sento già talmente migliore della gente che c’è il giro, o almeno, della maggioranza della gente, che mi viene una botta di autostima e penso “beh, però!”. Converrebbe forse diventare un po’ peggiori, ché se diventiamo ancora migliori allora il disagio sarà insostenibile.

  3. 🙂
    intendevo come paese…:-)

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