alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

la piramide rovesciata

Premetto che le feste hanno sempre su di me un leggero effetto depressivo, specie le feste comandate nelle quali ogni volta si deve fare il conto “l’anno scorso eravamo dai tuoi, quest’anno quindi dobbiamo andare dai miei”, e robe simili.

Quest’anno Pasqua l’abbiamo organizzata con pranzo da mia madre, e pomeriggio a casa del fratello di mio marito, dove erano andati a pranzare i miei suoceri, la giovanile prozia, nonché i suoceri di mio cognato. Quando siamo arrivati noi, di conseguenza, la proporzione di generazioni era: 1 bambino (Guido) e 9 adulti (4 della generazione “genitori”, 5 della generazione “nonni”).

L’effetto di queste riunioni è devastante.

L’unico bambino presente diventa il centro di un universo di gridolini, risatine, stupori, meraviglie, decisamente sovradimensionati anche rispetto all’eccezionalità dell’esemplare in questione.

Tutti si prostrano ai piedi del piccolo imperatore, pronti non dico a soddisfare ogni suo desiderio, ma piuttosto ad anticiparlo, quando non a sollecitarlo: una gara continua di dolcetti, regalini, complimenti. Nauseante.

Quando è stato il momento di andarcene, io e Paolo abbiamo dovuto quasi litigare per evitare che gli zii regalassero a Guido un loro peluche con cui lui aveva giocato per dieci minuti.

Ovviamente ci sono rimasti male, “ma a noi non serve, lui poi è contento, ci fa piacere”.. il fatto è che un bambino non è un giocattolo da far sorridere a comando, è una piccola persona, che dovrebbe abituarsi al mondo, e se si abitua ad averle tutte vinte sarà una persona perennemente insoddisfatta e incapace di gestire la realtà vera..

Tornando a casa, ho maledetto la mia generazione infantile, che si è baloccata con giochi e trastulli fino a tardi (come si fa a ricevere regali di peluche alla soglia dei 40 anni, santo cielo…) e ha avuto tanti pochi bambini da non sapere come trattarli. Ci fossero stati 4 nipotini (la prassi normale di quando eravamo piccoli noi), i grandi avrebbero fatto meno salamelecchi, e avrebbero dato a ciascuno la giusta attenzione, attenti a non esagerare. E non ci sarebbero stati 4 peluches uguali da regalare a tutti.

Ora, io probabilmente non ce la faccio più a fare il bis, e mi toccherà stare attenta “in proprio” a non farlo crescere “da figlio unico” (aiutata in questo da un lavoro sufficientemente coinvolgente da prendersi tempo e attenzione).

Ma i parenti, come li posso disattivare?

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5 pensieri su “la piramide rovesciata

  1. Bel post. Io non ho un consiglio specifico da darti perché non ho figli. Per me e per il mio compagno, in ogni caso, da anni funziona questo metodo anti-feste comandate: “Scusate ma siamo in partenza per il Guatemala e abbiamo trovato posto solo sul volo del 23 dicembre pomeriggio, no dopo Natale non c’era assolutamente più un posto libero neanche a pagarlo oro, passatevela bene e ci vediamo con l’anno nuovo, ok?”

  2. Max in ha detto:

    Noi si è attuata la “resa mistica”… Di fronte al temibilissimo effetto “Bambina di Porcellana” nulla si può fare…

    Arcigni Suoceri (la cui frase standard precedentemente era una roba tipo “Lo vuoi il caffé?” con mia risposta “No. Come domenica scorsa sono 8 anni che non bevo caffè.”) che si slanciano in glicemici versi quali “Oh… ma tu sei un uccellino che deve spiccare il volo…”…
    Genitori solitamente prodighi di critiche che scoprono quale loro gioco preferito farsi sbattere ripetutamente dalla suddetta “Bambina di Porcellana” una bottiglia d’acqua in fronte…

    No… Effettivamente è più di quanto una famiglia possa sopportare in un giorno di festa…

    Strategia di questa ultima Pasqua: si invitano tutti i nonni nella stessa casa (quella della nipote… perché, nonostante tu continui e continuerai a pagare il mutuo, la casa -come la macchina, il telefono etc…- è “della piccola”) e gli si propone un pranzo al cui allestimento nessuno di loro dovrà collaborare (N.B. elemento fondamentale… non devono nemmeno portare il vino…). Alle 14.00 la Bambina di Porcellana dovrà andare a fare il riposino. A quel punto entrambi, e ripeto entrambi, i genitori dovranno assentarsi per addormentare la piccola che, stremata dall’immane sforzo dell’aver ininterrottamente sbattuto una bottiglia da 2 litri di acqua Coop sui lobi parietali dei nonni causando un accelerazione nella loro progressiva dementizzazione senile, si addormenterà nel giro di pochi minuti. Ora i genitori quatti quatti scivoleranno nella loro stanza dalla quale scenderanno, dopo aver fatto ciò che preferiscono ma solitamente dormito, circa un’oretta dopo, scoprendo che le nonne, per rifuggire all’imbarazzo del dover sostenere una conversazione ed in un malcelato impeto competitivo, si saranno profuse in faccende domestiche di ogni ordine e grado, financo al sottoporre il lampadario sopra al tavolo ad un acetosico e sgrassante bidet (che mai ammetterai ma era tanto che volevi fare..).
    I nonni intanto dormiranno roboantemente sul divano. Probabilmente mano nella mano.

  3. @livePaola: anch’io sto cercando di convincere mio marito a darci alla macchia dalla vigilia, possibilmente passando il prossimo natale in australia. Magari per il 2009 ci riesco…

    @Max: solidarietà. Mi posso immaginare.. io a riunire tutti i nonni in una volta ci sono riuscita per qualche anno (in questi casi, meglio concentrare il più possibile il disagio che spalmarlo su due giorni…) ma ultimamente mia madre recalcitra, in un accesso di asocialità. Temo che mi resti solo la fuga come opzione..

  4. W l’Australia! Faccio il tifo per te.

  5. biabie in ha detto:

    Ciao,da mamma di un figlio-nipote unico (nemmeno un cuginetto!)capisco la situazione: dalla mia ho il vantaggio di 400 km di distanza fra noi ed i nonni 🙂 e tanto spazio per ospitarli tutti insieme, che di solito rende il tutto piu’ intenso ma anche piu’ breve!

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