alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

misuriamo le parole

Sento il bisogno di rimettere un po’ in ordine le idee, in questi giorni in cui Ferrara sproloquia che l’aborto terapeutico è come l’eugenetica nazista, e perfino la solitamente misurata Concita De Gregorio mette insieme, nello stesso articolo, l’ansia perfezionista dei genitori moderni e le “ecografie e diagnosi prenatali sofisticate che scongiurano la possibilità di anomalie e difetti”.

Un po’ di rispetto, per favore, e distinguiamo le cose serie dalle stupidaggini.

Chi non ha mai vissuto in prima persona la paura che qualcosa stesse andando male, e non sto parlando di capelli scuri invece che biondi, dovrebbe per piacere stare zitto.

Io ci ho passato settimane, con quel genere di paure, magari non ci fossero stati dei bravi ecografisti non le avremmo mai avute, e invece, per fortuna di altri, ci sono, i bravi ecografisti. E sono stati bravi anche con noi, ci hanno sostenuti e tranquillizzati, nonostante quelle malefiche zampine sembrassero un po’ troppo corte e curve; poteva essere una cosa che si risolveva in niente, o invece il primo segno di una condizione praticamente incompatibile con la vita.

Però io ho sempre pensato che, se la storia avesse preso una brutta china, non l’avrei fatta andare avanti, perché io qualcun altro al dolore non lo posso costringere, se la prenda un mostro come Ferrara ‘sta responsabilità, ma sui suoi figli, non sui miei.

E invece poi di altri brutti segni non ce ne sono stati, e quando il mostriciattolo è sbucato fuori e l’hanno misurato, era lungo normale, i suoi benedetti 50 centimetri, e tutto a posto come si deve. Sono stata felice di avere avuto fortuna, e di avere avuto comunque dei bravi medici intorno. E delle stupidaggini che si possono risolvere ho promesso e mantenuto di preoccuparmene il giusto, cosa volete che sia una pallina che non è scesa subito, andiamo!, e se ha due linee di febbre please don’t panic.

Ma l’amnio l’ho fatta, eccome se l’ho fatta, e non per vedere di che colore avrebbe avuto gli occhi, ma per essere sicura che avesse il numero giusto di cromosomi. Non mi sono sentita per questo irrispettosa della dignità della persona umana, io e Ferrara abbiamo evidentemente un concetto molto diverso della dignità e della persona umana.

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Un pensiero su “misuriamo le parole

  1. ale in ha detto:

    ritengo che pressocchè tutti abbiano la stessa idea di “dignità umana”, la differenza sta probabilmente tra coloro i quali sono disposti ad utilizzare tale espressione al fine di erigere barricate ed acuire lo scontro sociale (a che pro è poi tutto da vedere) e chi invece non riesce a scendere a patti con i propri valori..

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