alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

il dilemma degli intangibili

Minacciata dai virus gastrointestinali e parainfluenzali che aleggiano fra conoscenti vicini e lontani, resisto in vista del traguardo di fine anno.

Ieri ho dedicato un pomeriggio a seguire un seminario su quanto sono importanti, per le aziende, gli “Intangibili”. Che non sono i cugini degli “Incredibili”, bensì tutte quelle cose (la reputazione, l’immagine, il benessere delle persone, l’esperienza, il database aziendale) che io ho sempre coltivato con massima cura, fiduciosa che prima o poi si trasformeranno in “Tangibili” (bilanci meravigliosi e stipendio di giada per tutti).

Dopo la sciroppatura di consulente milaneeese che ci ripeteva tutti questi concetti come oro colato e verità rivelata, mi viene da pensare pessimisticamente (ma è forse stanchezza serale, o il virus all’attacco) che:

  • le aziende che pensano prima ai bilanci economici, cioè a far profitto e capitalizzare “tangibilmente”, e solo dopo si dedicano agli “intangibili”, quando ci arrivano hanno spompato e succhiato tutti in tal maniera che non sono più credibili (prima ti sfrutto, e poi ti dò il contentino; prima arricchisco mettendo da parte gli scrupoli, poi mi rispolvero e faccio il bilancio sociale)
  • le aziende invece che pensano prima agli “intangibili”, o meglio, cercano di non sacrificarli, fanno un casino di fatica a poterseli permettere, perché i loro bilanci “tangibili” ne soffrono

Lo so, non è un pensiero ottimista, e so anche che comunque io la strada no.1 non so fare a imboccarla con la necessaria spregiudicatezza. E l’ottimismo della volontà mi fa comunque convincere, ogni volta, che troverò la strada per far funzionare anche la strada no.2.

Nel frattempo, ho fatto i miei piani d’azione, almeno a grandi linee, e adesso devo solo arrivare a fine anno per riprendermi un po’ di energia e ricominciare.

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2 pensieri su “il dilemma degli intangibili

  1. vorrei proprio tanto sapere quali sono le aziende milanesi che si occupano degli intangibili e, soprattutto, quelle che operano senza spegiudicatezza.

    questo tuo post è catalogato tra “lavorare con passione” e devo dire che la passione che metti nel tuo lavoro è tangibile e contagiosa.
    una cosa che non tutti hanno e se l’hanno non la sanno trasmettere. ma secondo me non l’hanno più che altro..

    non una sviolinata ma una cosa che va detta, secondo me perché se ne sente la mancanza qui intorno, ultimamente.

  2. Sarà perché non ci sentiamo più tutti i giorni via Skype 😉
    Dai Silvietta, buon lavoro, che arriva Natale 🙂

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