alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

fair play

E’ ormai fine anno, all’orizzonte si profilano i conti, e tutti siamo a testa bassa a lavorare per chiudere i progetti in corso, farne partire altri il più possibile “in pronta consegna”, così si fattura entro l’anno; il tutto stando attenti comunque a fare uscire lavori fatti perbene.

Poi arrivano dalle rassegne stampa annunci di nuovi siti online, uno va a vedere perché bisogna, e per l’ennesima volta deve constatare che – benché esista una legge del 2004 che vincola tutti gli enti pubblici e società di diritto pubblico ad avere siti che rispettano i criteri di accessibilità, con tanto di lista dei 22 punti da rispettare, gran parte dei nuovi siti della P.A. se ne strafottono, e non passano neppure un banale validatore di codice.

Evidentemente, sia quelli che li realizzano che quelli che li commissionano non conoscono o non rispettano la legge. IMHO questo vuol dire non conoscere e non sapere fare e non fare bene il proprio lavoro.

Se questa è l’arena in cui ci dobbiamo fare concorrenza, scusate, mi chiamo fuori. Io voglio giocare in un altro campionato. Qualcuno mi sa dire dove ci si iscrive?

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2 pensieri su “fair play

  1. In realtà Ale la legge non vincola tutti gli enti pubblici, ma solo quelli dell’Amministrazione centrale. Siamo o non siamo in Italia? Per il resto della PA la legge è una “raccomandazione”.

  2. No Simone, ti correggo.

    Art. 4, comma 2 della L.4/2004:
    2. I soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l’obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

    E, all’Art.3, comma 1:
    1. La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.

    Ci sono dentro proprio tutti. Anche se a ricordarglielo, ogni tanto gli fai un dispetto.

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