alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

ma parlarsi dal vero, no?

Leggo su Punto Informatico che una società di Brooklyn ha messo in piedi una piattaforma di social networking che consente ai condomini di conoscersi, mettere online un proprio profilo, scambiarsi segnalazioni su posti dove mangiare e fare acquisti… Una specie di Facebook per gente che abita nello stesso edificio.

Sento un certo qual senso di nausea. Capisco e uso gli strumenti online per tenere i contatti con gente che vive in tutto il mondo, capisco e uso le intranet per gestire in modo condiviso contenuti e documentazione con i tuoi compagni di stanza, ma diamine, per parlare del più e del meno con i tuoi condomini – ammesso che non ti stiano sui coglioni – abbiamo proprio bisogno di connetterci a Internet? Cominciare a dirsi “buongiorno” e “buonasera” quando ci incrociamo per le scale? o io sto invecchiando, o qualcuno sta rimestando l’acqua nel mortaio…

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4 pensieri su “ma parlarsi dal vero, no?

  1. A me invece l’idea piace, soprattutto se consideri quanto può essere grande un condominio 🙂
    Già nel mio palazzo ci sono tre scale, con quelli della mia scala ti conosci e con qualcuno ci fai anche amicizia, ma altri non li vedi mai, sarebbe bello avere un modo di scoprire chi sono.
    Certo, poi invece di mandare un msg andrei a suonare il campanello!

  2. Mafe, forse hai ragione tu, è che io li abolirei, i condomini grandi. Insieme alle villette a schiera geometrili, sia chiaro 😉

  3. Questo è un altro discorso 🙂
    Io sono cresciuta in una famiglia allargatissima, tra tanti parenti ma anche tante case di amici: sarebbe bello fosse così per tutti, anche nelle grandi città.

  4. il mio palazzo ha 332 appartamenti, è un piccolo paese di quasi mille persone. quando vado alle assemblee condominiali fantozziane – divertendomi e annoiandomi allo stesso tempo – vedo tantissime facce che si chiedono “e questo chi è?”

    a me non spiace questo piccolo paese, con il suo cortile grande, il giardino e gli alberi, che non è fuori città e non è una costruzione-promessa di qualche immobiliare dallo slogan facile.

    e mi piace che, come nei piccoli paesi, ci si saluta, ci si vede all’alimentari (piccolo) che è dietro casa, a valutare le cose al banco salumi. e poi la piccola latteria con bar, che vende un po’ di tutto e che sembra ancorata negli anni settanta.

    non ci vedo la rete in queste cose. zero. ci si parla e ci si guarda in faccia. che il tetto della scala 4 e 9 perde lo so perché ho sentito la voce di chi mette i secchi ed è sfinito di farlo.

    anche io sto invecchiando.

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