alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

il mondo a misura di casalinga

Guido deve fare una piccola operazione, programmata da tempo. Visto che si tratta di una cosa non particolarmente urgente, non ci siamo sbattuti per arrampicare la lista d’attesa, ma ci siamo limitati a chiedere di saperlo con un po’ di anticipo per poter pianificare le cose da fare.

Ieri pomeriggio ci hanno telefonato, fissando l’operazione a giovedì della settimana prossima. Beh, 8 giorni non è quel che si dice un anticipo galattico, e per fortuna che in queste settimane la mia agenda di lavoro è abbastanza tranquilla..

Così stamattina ho telefonato all’ambulatorio preoperatorio, per fissare gli appuntamenti degli esami e della visita anestesiologica, ma l’infermiera mi ha detto che non potevo farlo per telefono, dovevo andarci di persona dalle 10 alle 13, perché “mi dovevano dare tutte le istruzioni”. E per fortuna che io vivo e lavoro a mezzo chilometro dall’ospedale, e mi posso gestire in modo flessibile i tempi del lavoro..

Chiedendomi che cosa mai mi dovessero dire di così difficile, ho pedalato verso l’ospedale, e, come volevasi dimostrare, il tutto si è risolto nel fissare due orari (cosa che avremmo potuto fare al telefono), e consegnarmi una provetta per la pipì e una scheda anamnestica da compilare, che, con mirabolante uso delle tecnologie, suppongo avrebbero potuto farmi avere anche per email (la scheda, intendo; la provetta sarei passata a comperarla in farmacia, non pretendo l’impossibile). Troppo difficile, vero?

Tutto è organizzato sul presupposto che i bambini abbiano una madre casalinga, anzi nullafacente (tipo casalinga ma dotata di colf), pronta comunque a liberarsi di qualunque impegno per essere a disposizione. Non lo sei? sbattiti, perdi tempo in coda (tempo che magari avresti dedicato a stare con tuo figlio) e se possibile sentiti pure in colpa per tutte le pretese che hai, ma chi ti credi di essere?

Concludo con le parole di Concita De Gregorio su Repubblica, in articolo a commento delle difficoltà di allattare in pubblico,

E’ tuo dovere di donna pensare prima al bambino. Meglio se sparisci dalla vista, dalla competizione, dalla vita. Vai, esci pure di scena. Ripresentati quando sei in forma, lato A e lato B ben esposti, possibilmente con la biancheria giusta.

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