alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

Archive for the tag “sconforti”

ma ce l’avete un correttore ortografico?

Io capisco la voglia di sfornare le notizie in tempo reale (???), ma ogni tanto gli articoli di Ravenna Notizie sono tanto infarciti di errori da farmi chiedere se, all’esame per pubblicisti, sia ancora richiesta la conoscenza della lingua italiana… Questo è lo screenshot della notizia breve apparsa stamattina:

nausea estiva

Condizionatori dentro e afa fuori; ogni sera trenta km di avantindré per vedere mio figlio; cene suoceresche ad alto tasso di sale e cipolla; orizzonte politico e sociale desolante; indigestione di feed per provare tutti ‘sti diavoli di social network; upgrade del sistema operativo; disco fisso inspiegabilmente pieno, ma dove se li mette ‘sti files nascosti, cosa posso cancellare???

Mi farei volentieri un canarino.

Stasera chiudo, domani preparo le borse, lunedì mattina faccio un salto ai saldi, lunedì pomeriggio parto per Zante.

Av salut burdel! ci rivediamo a metà luglio

attenzioni di mamma

due anni fa, una meravigliosa palla di grasso

Stamattina mi son fermata al Bancomat sotto l’ufficio. Di fianco a me, davanti alla vetrina del negozio di scarpe, c’era una tipa con una carrozzina; la tipa stava parlando al cellulare, e nella carrozzina c’era un bambino che avrà avuto otto-dieci mesi.

Avete presente i bambini a quell’età? Ce ne sono che sono meravogliose palle di grasso sorridenti, che sprizzano simpatia da ogni poro. Beh, il bambino era uno di questi. Visto che la mamma era presa dalla conversazione, il bambino si guardava intorno; ci siamo agganciati con gli occhi, ed è stata simpatia a prima vista.

Mentre aspettavo l’autorizzazione al prelievo dalla mia banca, gli ho fatto un sorriso, e abbiamo iniziato a farci boccacce e a scambiarci saluti silenziosi.

La tipa, sempre parlando a raffica, si è accorta con la coda dell’occhio che stavamo interagendo, e ha prontamente afferrato il passeggino, spostandosi cinque metri più in là. Così, secca, senza nemmeno fare un buffetto a suo figlio, sempre ignorandolo e parlando al telefono (stava raccontando di quanto spavento si era presa stanotte, perché il pupo si era svegliato con la tosse).

In quel mentre, è passata sul marciapiede una signora di mezza età, e anche lei è stata catturata dal sorriso del pupo – sorrideva a tutti, il poverino, nel tentativo di trovare qualcuno che lo faccesse divertire. La signora si è fermata un secondo, per rispondere al sorriso, e di nuovo la tipa si è spostata, infastidita.

Ora, io non so cos’avesse mangiato quel mattino la tipa. Ho idea di cosa significhi dormire male perché tuo figlio ti sveglia, posso concedere tutto. Anche a me, quando Guido aveva quell’età ed era una meravigliosa palla di grasso e sorrisi, un paio di volte mi avrà anche dato fastidio che chiunque si fermasse a guardarlo (oddio, non mi ricordo quali volte, ma ammetto che possa essere successo e che io me lo sia dimenticato..). Forse pensava glielo volessimo rubare, con tutti ‘sti zingari in giro…

Ma quel che mi ha sbattezzato è stato vedere che lei il bambino non se lo filava per niente, incollata al telefono a spiattellare le sue ansie, che le avrei detto “ma piantala di farti ‘ste seghe, guarda tuo figlio in faccia, ti sembra che stia male dio bono?”.

Preoccuparsi per le cazzate, e in compenso nemmeno guardarli, i bambini. Poi ci si meraviglia.

siti stupefacenti

Sempre seguendo il thread della notizia sugli MP3 droganti, mi sono guardata per bene il sito del G.A.T., il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza. Beh ragazzi, se volete un po’ di sballo gratis da Internet, tuffatevici dentro a pesce!!! Altro che orgasmic effect, qui si raggiungono effetti speciali che solo dosi massicce di gas esilarante sono in grado di provocare.

Finito l’effetto del trip, la persona seria che è in me ha perfino scritto a riguardo un post sul blog di Wafer. E poi dicono che la droga fa male!

arriva la grande afa

Sarà il down di adrenalina post WebCocktail, sarà che fa caldo, sarà che alla seconda settimana (anzi, mezza settimana) di suegiù fra Ravenna e Marina Romea con tanto di cena coi nonni io sono già alla frutta… sarà che dieci minuti fa il fidato Powerbook si è riempito di messaggi inquietanti stile crash del sistema… e non è, non è proprio aria di doverne comprare uno nuovo..

Sarà che me la sto girando in testa, una cosa che non so quando dire e se dire e a chi dirla..

Meglio chiudere e gettarsi nel finesettimana. Sole e caldo in vista, vediamo di riprenderci entro domenica.

chi dà consigli ai consulenti?

Nell’ultima settimana mi sono trovata praticamente ogni giorno a perdere tempo per dare spiegazioni e chiarimenti a qualcuno su un lavoro che, da contratto, gli dovrò poi pagare.

Non sto parlando del normale brief di inizio lavoro, s’intende: quello lo faccio sempre, spesso lasciando indicazioni scritte.

Sto parlando di cose che mi ritornano, con errori madornali, sia di forma (ma in contesti in cui la forma “è” sostanza, tipo documenti societari), sia soprattutto di merito.

L’ultima che mi è capitata è sublime. Avendo deciso di assumere con contratto di apprendistato una persona che lavorerà nello staff di produzione web, convoco un incontro con la persona stessa e chi ci seguirà nella gestione di tutta la burocrazia collegata all’apprendistato stesso (registrazione dell’apprendista, moduli e registri della formazione, etc.).

All’incontro, alla domanda “profilo da raggiungere”, consegno ai consulenti un mansionario scritto che contiene, in una pagina, tutto quel che dovrà fare (e quindi imparare a fare) la persona che arriva. Mi guardano come se fossi appena discesa da un’astronave, evidentemente avere le idee chiare su “chi fa cosa” e comunicarlo per iscritto è un evento raro.

Gli prometto inoltre che, a stretto giro, gli manderemo un piano formativo interno, che loro provvederanno a tradurre in “formatorese” ad uso della burocrazia regionale. Infatti, appena i consulenti se ne vanno, io, la ragazza e un altro socio mettiamo in ordine le cose da imparare, e spediamo la bozza di piano formativo ai consulenti.

Una settimana dopo, ricevo la loro versione del PIF (piano individuale di formazione, sic). Di tutto quel che abbiamo scritto noi è rimasta solo una voce, peraltro la più irrilevante. In compenso, ci sono circa 200 ore di tecnologia Microsoft.

Strabuzzo gli occhi, e afferro il telefono per chiedere chiarimenti. Mi rispondono che “per la qualifica regionale di Analista Programmatore, questo è il piano formativo standard”. Rispondo, cercando di mantenermi calma, che mi sembra un’assurdità, e che controllino meglio. Noi non lavoriamo in ambiente Microsoft, quindi questo piano formativo è palesemente inadatto a noi.

Mi dicono che verificheranno, e poi, poche ore dopo, mi fanno richiamare da un’altra, che mi conferma la cosa, “rassicurandomi” perché “tanto questo è il piano di massima, poi quando lo traduciamo nel vostro piano aziendale scriviamo quel che vogliamo”. Allora divento un po’ più dura, e gli dico che io non ho l’abitudine di firmare dei falsi, e che non credo assolutamente che in Emilia Romagna la qualifica di analista programmatore si possa conseguire solo a patto di sviluppare in una determinata tecnologia.

Come parlare sanscrito.

Cerco di farle un esempio usando un contesto diverso, e le spiego che “è come se io chiedessi di formare un traduttore, che ci serve per la lingua spagnola, e lei mi rispondesse che il PIF standard prevede inglese e basta. Cosa me ne faccio?” Non capisce. Cliccando sull’opzione “analista programmatore”, a lei il computer fa uscire quel testo, e tant’è.

Perdo la pazienza definitivamente, e minaccio un’interrogazione al consiglio regionale, e un casino della madonna (oltreché di non pagare le loro fatture).

Mi dice che verificherà senz’altro, e se nel frattempo le mando una traccia del PIF che servirebbe a noi… Aspetto risposta, aggiornerò.

Giornata dura

Mi sveglio alle sei, nonostante l’assenza del pupo.

Vado in ufficio, smisto la solita posta, scopro l’ennesimo caso in cui consulenti esterni che sto pagando perché ci gestiscano cose tecniche (tipo l’amministrazione, o le pratiche dipendenti) non ne hanno un’idea del nostro lavoro, e spesso nemmeno del proprio.

Mi fiondo a un’assemblea tesa dove mi trovo a discutere con soci che dei new media ne capiscono nulla, ma, visto che son soci, tocca pure mantenere la calma e trattenersi dal mandarli affanculo.

Torno in ufficio, cercando di smaltire il nervoso.

Parto per Forlì, che ho promesso a mia sorella di accompagnare io mia madre all’ospedale oggi pomeriggio. A casa di mia madre, mia sorella e mia madre parlano i-n-i-n-t-e-r-r-o-t-t-a-m-e-n-t-e per un’ora e mezza a volume mille, mia madre incalzandomi perché non mangio abbastanza in fretta.

Usciamo per andare all’ospedale, e si scatena il diluvio universale, che per fortuna si placa quando siamo in zona ospedale; lascio mia madre al volo, e mi redirigo verso il centro per andare a ritirare un anello che ho fatto riparare.

Quando arrivo in centro, appena sono uscita dall’auto si riscatena il diluvio universale. In due minuti ho i piedi completamente fradici. Il Brillante è ancora chiuso, per fortuna lì vicino c’è un Oviesse dove trovo un paio di infradito di plastica da 4 euro, che sostituisco ai sandali zuppi nel camerino.

L’anello c’è, la mia amica Elisabetta che ha il negozio lì vicino invece no, è dal parrucchiere. I nastrini delle infradito che dovrebbero essere legati “alla schiava” si sciolgono e mi scendono sui piedi, per fortuna ho il coltellino svizzero in borsa, li trancio direttamente. Due senegalesi che mi osservano si guardano preoccupati.

Torno a recuperare mia madre, per fortuna la visita di controllo è andata bene, la porto a casa e mi redirigo verso Ravenna; sulla strada, mi fermo al mio cosmoprof preferito, e mi dedico a una mezzora di shopping compulsivo.

Meglio chiudere, va.

piccoli sconforti del giorno

future perle di CV?

Ci contatta uno studente interessato a uno dei nostri progetti di tesi. Nella telefonata che segue, fissiamo un appuntamento, e gli chiedo di mandarmi comunque un suo curriculum così intanto me lo leggo. Mi risponde candido “cosa devo scriverci nel curriculum?” Beh, che un laureando triennale ventiduenne non abbia mai scritto un CV, ci sta, ma a me alla sua età non sarebbe mai venuto in mente di chiedere istruzioni all’azienda che me l’aveva chiesto.. sperem.

la persona giusta al posto giusto

Dopo la faticosa pubblicazione del megasito del progetto XY, consiglio al mio referente Caio di far inserire i link al nuovo sito sulle pagine dei loro “siti istituzionali”. Mi chiede se per favore posso contattare io il loro responsabile interno Tizio, che “è quello che aggiorna i siti”, e mi da l’interno telefonico. Provo per tutta la mattinata, Tizio è sempre fuori stanza. Alla fine, dirottata sul centralino, riesco a farmi dare l’indirizzo email di Tizio, e mando un messaggio. Al pomeriggio, Caio mi chiede se con Tizio è tutto OK; rispondo che, non avendolo trovato, ho scritto un email. Risponde candidamente “Meglio se telefoni, Tizio non legge mai le email”.

astenersi perditempo e genitori

Suona il campanello, una voce di donna chiede se può salire per chiedere informazioni. Apriamo. La signora si presenta alla porta, e chiede alla prima che le va incontro “mia figlia studia da grafica, sto girando per farle fare qualcosa quest’estate, uno stage, un tirocinio…” Mentre io dalla mia scrivania mi concentro per tentare di incenerirla in silenzio, le dicono gentilmente se magari ci fa avere un CV, in caso ci interessi poi le facciamo sapere. Se ne va perplessa di questa bizzarra richiesta.

tempi duri

Anche stanotte Guido ha dormito agitato, e ci ha tenuti svegli a strilli da mezzanotte a quasi le due, per poi risvegliarsi alle sei e quaranta. In queste condizioni, avere reazioni pacate e ragionevoli è un’impresa difficile; per fortuna in genere i miei momenti di sconforto e quelli di Paolo non coincidono, quindi c’è quasi sempre uno dei due in grado di comportarsi da adulto. Io ho tenuto abbastanza durante la notte, ma stamattina a colazione mi son presa la testa fra le mani e mi è venuto da piangere.

Ieri pomeriggio, mia madre giocando a palla in terrazzo con l’amato nipote, è scivolata ed è caduta per terra. In questo momento è al pronto soccorso con un gomito incrinato.

La dada mi ha detto che dalla prossima settimana e per tutto giugno non riuscirà a venire al pomeriggio, perché una ragazza dell’altro nido si è fatta male, e le hanno chiesto di fare i turni di sostituzione.

Il tutto in un momento in cui c’è un monte di lavoro da fare, due persone nuove arrivate in agenzia da seguire nell’inserimento e una che sta per andare in maternità..

E non mi ricordo più dove ho messo la ricetta della pozione magica.

crudeltà mentali – 3

Mio figlio padroneggia ormai alla perfezione l’arte di farmi imbestialire, con la stessa tecnica di suo padre: l’esasperante lentezza nel prepararsi per uscire.

Post Navigation

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.