crisi d’identità
16 novembre 2009
Oggi avevamo in programma un seminario in Confindustria, per promuovere un nuovo servizio di cui siamo diventati rivenditori. Visto che nei giorni scorsi una consegna urgente ha impegnato lo staff fino al sabato mattina, mi sono organizzata reception, servizio presenze, modulo privacy. Nel frattempo, stamattina ci è capitato il classico casino spinoso del lunedì (variante di quello del venerdì pomeriggio), per il quale ho dovuto gestire telefonate lato clienti e fornitori e scrivere una lettera retorica e minacciosa.
In questi anni ho spesso desiderato un/una segretario/a efficiente, multitasking, veloce, con buona penna e capacità di gestire a dovere corrispondenza e telefonate, scegliendo ogni volta il tono giusto e l’opzione migliore (blocco / smistamento alla persona giusta / risposta diretta e risolutiva).
Stamattina, per la prima volta, ho pensato che potrei lavorare io come segretaria di direzione, ho tutte le qualità necessarie. L’ideale sarebbe farlo per un capo donna, così anche la coscienza politica sarebbe accontentata. A furia di farmi da personal assistant, non ho più tempo per dare disposizioni sensate a me stessa.
la nave affonda, musica maestro!
7 luglio 2009
Ieri sera a casa dei nonni ho intravisto un po’ di TG1, saranno stati mesi che non lo guardavo. Il nostro PresDelCons mostrava al presidente cinese Hintao non so bene cosa, sbellicandosi dalle risa, i traduttori dietro in affanno e Hintao con un sorriso di circostanza visibilmente imbarazzato.
Cosa ci sia da ridere, non mi è chiaro. A me viene da piangere, mentre la reputazione del nostro paese scivola giù giù, oltre il punto del non ritorno.
il valore del servizio
20 marzo 2009
Sto considerando l’idea di cambiare cellulare, acquistando qualcosa con cui potermi anche collegare a Internet per gestire un po’ di posta, twittare e ciacolare su Friendfeed durante i tempi morti di viaggi, appuntamenti, e simili.
Dato che sono pigra, in scarsità di tempo e con arretrati colossali, e, per quanto portabandiera delle GGD Romagna, mi sento troppo vecchia per essere realmente geek, ieri dopo pranzo mi son detta “beh, passiamo dal <nome di nota rete vendita di elettrodomestici e vari generi tecnologici>, è di strada, fanno orario continuato, di mercoledì alle tre non ci sarà nessuno, e i commessi saranno a mia disposizione”.
Sono arrivata, ho fatto un giro in zona Apple per soppesare il possibile prossimo notebook di cui urge l’acquisto, ho chiesto al ragazzo in zona se potetva darmi qualche indicazione sui telefoni, ma lui mi ha detto che era meglio chiedere direttamente alla sua collega del reparto telefonia; e così ho fatto.
La tipa dietro il banco mi ha guardata con aria un po’ scoglionata, e mi ha chiesto cosa cercavo; le ho spiegato che volevo orientarmi un po’ fra i vari modelli di cellulari, e che comunque ne cercavo uno con una tastiera QWERTY, perché lo avrei usato anche per navigare, gestire un po’ di posta, e simili; ma non sapevo bene se orientarmi su un Blackberry, un Nokia, l’LG fighetto Prada, il cugino LG praticamente uguale che costa un terzo… Insomma, volevo chiarirmi un po’ le idee ed ero lì per quello.
La sua prima reazione è stata quella di indicarmi dentro alle vetrine (che si è ben guardata dall’aprire) i modelli con la tastiera QWERTY: “questo, poi questo, poi quest’altro..”. Beh, grazie, la so riconoscere anch’io una tastiera, ho pensato, ma mi sono morsa la lingua e, cercando di assumere un tono gentile, ho risposto “Sì, lo vedo che questi hanno la tastiera, ma mi servirebbe capire quali sono le differenze fra l’uno e l’altro”. Rassegnata di fronte alla mia insistenza, ci ha pensato un po’, poi mi ha guardata negli occhi e mi ha chiesto “Ti faccio una domanda: tu ce l’hai Internet a casa?”. Ingenuamente, ho pensato che volesse valutare che uso facessi io di Internet, tipo quanto tempo sto collegata, se avrei usato il terminale mobile in viaggio, o simili.. Le ho risposto che certo, avevo ADSL sia a casa che al lavoro, e.. Mi ha interrotta, “Allora ti do un consiglio”, con l’aria di avere in tasca la soluzione ai miei dilemmi. Mi sono zittita, in attesa di ricevere indicazioni. Trionfante per aver trovato la risposta, ha sentenziato “Cercati i vari modelli su Internet, così ti studi bene tutte le caratteristiche”.
Le ho sorriso “grazie per il consiglio, sorella”. E ho pedalato verso l’ufficio, chiedendomi perché diavolo avrei dovuto studiarmele io, le caratteristiche dei vari modelli di telefonino, dato che di lavoro non faccio la commessa del reparto telefonia di un centro commerciale, e che comunque, se mi tocca studiare da sola su Internet quel che mi voglio comprare, perché poi disturbarmi a uscire per andarmelo a prendere in negozio? Mah. Il prossimo che sento dire che l’ecommerce fa perdere posti di lavoro e che Internet azzera il valore del servizio e del rapporto umano, lo mando a vendere brustoline sulla spiaggia.
cominciare male la giornata
4 marzo 2009
Scorro velocemente la homepage del Corriere.it, e sfortunatamente inciampo nell’articolo di costume:
Ora, che nel 2009 io debba leggere nei titoli di un quotidiano nazionale che si da arie di serietà la frase “e ora si discute: meglio belle o intelligenti”, è una cosa che trovo deprimente. Sul serio.
a buon intenditor…
19 febbraio 2009
Il messaggio email arrivato ieri pomeriggio nella nostra casella aziendale:
> salve…
> sono in procinto di dover creare un sito web…è possibile avere un preventivo via e-mail????
>
> XXXXX YYYYYYYYYYYYY
> ————————————————————————
> 5GB di spazio per i tuoi file online. È gratis, è SkyDrive! <http://skydrive.live.com/>
La risposta che ho scritto a stretto giro:
è senz’altro possibile, ma ci serve qualche informazione aggiuntiva per formulare una proposta.
Può descriverci che tipo di sito serve (obiettivi, destinatari, eventuali funzionalità necessarie) o possiamo sentirci per telefono, in modo da avere più informazioni?
cordiali saluti
Alessandra Farabegoli
La risposta che avrei voluto scrivere:
Sì.
il corpo stupido
17 febbraio 2009
Da qualche mese vivo una strana esperienza, assai poco piacevole, e senz’altro imprevista: il mio corpo mi ha fatto uno stupido scherzo, mettendosi di traverso senza motivo apparente a intralciare il già difficoltoso slalom quotidiano fra un impegno e l’altro.
Un dolore alla spalla iniziato nella tarda primavera dell’anno scorso, e inizialmente attribuito a qualche Pilates di troppo, mi ha occasionalmente infastidita per tutta l’estate, trasformandosi in autunno in una scomoda presenza costante.
Un primo tentativo di affrontarlo con un ciclo di laserterapia non ha dato risultati, e mi sono ritrovata a fine anno con più dolore, da disturbarmi il sonno, e – con mio grande sconcerto – la spalla destra quasi completamente bloccata. Circa un mese fa una nuova visita ha dato finalmente un nome – capsulite adesiva, volgarmente detta spalla congelata – al problema, e mi è stato prospettato un periodo di riabilitazione a base di fisioterapia due-tre volte a settimana ed esercizi quotidiani di mobilizzazione della spalla.
Così mi sono messa d’impegno, e nei primi dieci giorni di lavoro ho recuperato circa 40° di estensione laterale del braccio (cioè a inizio dell’anno non riuscivo a sollevarlo più di cica 45° dal corpo, ora arrivo quasi a stenderlo lateralmente). Poi il miglioramento è rallentato, e adesso arranco per mantenere le posizioni raggiunte.
E nel frattempo, me ne vado in giro, abituandomi a portare la borsa a sinistra, a mettermi giacche e maglioni con movimenti attenti per non sforzare la spalla, a “tenere” gli abbracci irruenti di Guido facendo in modo che non gravino sul braccio.
E sono arrabbiata.
Arrabbiata di non poter fare tutte le cose quotidiane che ho dato sempre per scontate.
Arrabbiata di un limite piombatomi addosso senza motivo.
Arrabbiata del mio arrabbiarmi, per una cosa che probabilmente richiede solo pazienza, e si risolverà se non in due, in tre-quattro mesi, mentre ci sono guai ben più permanenti che capitano in giro.
Mi sembra che il blocco del mio braccio destro si traduca in un’incapacità più generale di agire, come se il mio corpo mi stesse mettendo di fronte a questioni che dovrei affrontare, e invece sto ferma, a fare esercizi mentali, e mi arrabbio invano.
Vorrei tirarmi fuori dal quotidiano, e resettarmi in santa pace, facendo pulizia e reinstallando solo quel che serve.
Il corpo è stupido, ma urla fastidiosamente nelle orecchie e imbroglia i pensieri.
tutti consulenti mi raccomando
11 febbraio 2009
Stamattina ho sentito con le mie orecchie un “consulente informatico” ribadire che, nella valutazione dell’utilizzo di un sito, sarebbe stato corretto considerare la somma dei “totali visite” più i “totali documenti e pagine aperte”. Cioè: se io vado sul sito una volta e apro dieci documenti, il dato numerico è 11; se ci vado 10 volte e ogni volta apro un documento, il dato che ne risulta è 20. Io e il cliente abbiamo provato a spiegargli perché era una cazzata cattiva idea, ma lui è rimasto della sua opinione. Questa è la gente che va in giro a spacciarsi per consulente. Io gli consiglierei di cuore di andare a zappare la terra.
Post scriptum: e se ci andassi io a zappare la terra? un piccolo podere in collina, aria pura, e meno stress.. un fucile a pallettoni per tenere lontani i rompicoglioni…
effetti collaterali
6 febbraio 2009
Un’influenza particolarmente aggressiva, portata a casa come spesso accade dal piccolo di casa, ci tiene reclusi dallo scorso weekend. Abbiamo avuto tutti e tre febbre alta, tosse, mal di testa. Abbiamo passato i primi giorni quasi a digiuno, spossati dai sintomi, dormendo o vegetando fra il letto e il divano. L’assistenza medica ci è stata data solo per telefono (ok lo so che siamo nel picco dell’epidemia e che i medici sono oberati, ma, soprattutto nel caso della pediatra di mio figlio, non sono entusiasta né della reperibilità né dell’approccio), e per fortuna che la settimana scorsa, in un momento di preveggenza, avevo fatto una scorta di paracetamolo.
Comunque, caso mai avessi avuto dei dubbi, l’esperienza mi ha confermato che la vita casalinga non fa per me, e che stare con mio figlio 24 ore al giorno per sette giorni su sette nuoce gravemente alla salute mentale di entrambi.
perché sforzarsi?
17 gennaio 2009
Ho redistribuito un paio di volte l’indirizzario email del comitato genitori della scuola materna, agli altri genitori e alla scuola stessa.
Tuttavia, la convocazione della prossima riunione è stata fatta col solito metodo del foglietto appeso alla porta della scuola. Ne ho avuto notizia per caso, da un’amica che ha il bimbo in un’altra classe, perché Guido è a casa da tre giorni con la bronchite, quindi io non sono andata a scuola.
In ogni caso, a quanto dice la mia amica, data e ora coincidono con la mia prossima seduta di fisioterapia, quindi, a giudicare dal rapporto sforzi-risultati, penso che farò una telefonata prima a una mia ex-collega, che è nel comitato anche lei, e poi andrò a farmi scongelare un po’ la spalla.
confronti impietosi
9 dicembre 2008
Da noi ci si congratula con la Gelmini per aver messo ventisette secondi di saluti e auspici su YouTube.
Negli USA il “president elect” mette online un video alla settimana denso di contenuti.
Da noi presidente del consiglio, ministri e gran parte dei parlamentari si affannano a vociferare di proposte di legge e regolamentazioni di una rete di cui non capiscono una cippalippa.
Negli USA Obama si impegna a portare banda larga e connessioni a tutte le scuole, a tutti i cittadini, a tutti gli ospedali (“perché se vogliamo che i nostri ragazzi possano competere nel 21mo secolo, dobbiamo mandarli in scuole del 21mo secolo”).
Da noi Tremonti diminuisce gli sconti fiscali sul risparmio energetico, e Confindustria, dopo essersi sciacquata la bocca dei paroloni su innovazione e meritocrazia ed eccellenza e bla bla bla, sostiene a gran voce il governo nella lotta di retroguardia per rimandare l’adozione di impegni europei sul risparmio energetico.
Oltreoceano, Obama – non alla 52ma nota di un programma di 70 pagine, ma come primo punto del suo piano economico per uscire dalla crisi – dichiara che tutte le risorse disponibili verranno impegnate in un vasto piano statale per rinnovare, nel segno del risparmio energetico, tutte le infrastrutture pubbliche, e questo farà da volano alla creazione di milioni di posti di lavoro.
Qui il capo del governo non perde occasione di predicare “consumate, consumate”, e promette di dare la paghetta di 40 euro agli indigenti.
Nel continente Sardegna, Soru rilascia dichiarazioni tanto sobrie che sembrano venire da un altro pianeta: “Quando c’è crisi non si deve spendere di più, anzi si deve stare più attenti. Credo che sia dannoso continuare a spingere sui consumi in un Paese che in pochi anni ha conosciuto il fenomeno del credito al consumo e l’indebitamento delle famiglie. Prima si risparmiava, oggi invece la situazione è di maggiore crisi perché le famiglie hanno già ipotecato lo stipendio che prenderanno tra sei mesi”.
Babbo Natale, per favore, quando passi caricami sulla slitta e dammi un passaggio via di qua.
