alebegoli

pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

Archive for the tag “mondo”

ma parlarsi dal vero, no?

Leggo su Punto Informatico che una società di Brooklyn ha messo in piedi una piattaforma di social networking che consente ai condomini di conoscersi, mettere online un proprio profilo, scambiarsi segnalazioni su posti dove mangiare e fare acquisti… Una specie di Facebook per gente che abita nello stesso edificio.

Sento un certo qual senso di nausea. Capisco e uso gli strumenti online per tenere i contatti con gente che vive in tutto il mondo, capisco e uso le intranet per gestire in modo condiviso contenuti e documentazione con i tuoi compagni di stanza, ma diamine, per parlare del più e del meno con i tuoi condomini – ammesso che non ti stiano sui coglioni – abbiamo proprio bisogno di connetterci a Internet? Cominciare a dirsi “buongiorno” e “buonasera” quando ci incrociamo per le scale? o io sto invecchiando, o qualcuno sta rimestando l’acqua nel mortaio…

allora c’è qualche speranza 2

Bravo Enzo Rossi. Quando potrò dire anch’io

Da due anni le cose vanno davvero bene

anzi, mi basterà poter dire “da un anno le cose vanno davvero bene”, sarà la prima cosa che farò. Sperando che nel frattempo diventi un po’ meno difficile fare andar bene le cose giocando pulito (adoro il fair play).

finezze

Passo dall’edicola prima di venire in ufficio, e come al solito mi urta lo stomaco il titolo di Libero, un maschio “me ne frego” del Berlusca all’indirizzo di Veltroni.

tanto per chiarire il punto

Ora che del depliant per l’Open Day delle biblioteche si è parlato e sparlato, vorrei fosse chiaro che non sono scandalizzata dalla battuta in sè, e che il moralismo è l’ultimo dei miei difetti. So bene che ci son cose più importanti a cui pensare e di cui scrivere (anche se tutti, anche quelli che me l’han detto, non è che parlino 24 ore su 24 di massimi sistemi..), e che, in tema di donne, è più preoccupante l’escalation di omicidi di ex mariti ed ex fidanzati (o mariti e fidanzati ancora in servizio). Però ci sono cose che mi fanno imbestialire, tipo il Berlusconi che, visitando Wall Street come presidente del consiglio in carica, dica “venite a investire in Italia, che ci sono le belle segretarie”.

Le battute sono battute quando le dicono i comici, o quando le facciamo in pausa caffè (e io ne faccio anche di scurrili e politicamente scorrette, come sa chi mi frequenta). Quando Cevoli, in veste di assessore Palmiro Cangini, dice “venite in Romagna, ci sono il mare, le città d’arte, la buona cucina….. e se poi niente di questo vi interessa, c’è sempre la passerina!”, io rido di gusto sulla caricatura del maschio nostrano. Ma se domani mi trovassi la stessa frase sull’homepage di Ravenna Turismo, beh, mi incazzerei di brutto, perché c’è differenza fra prendere in giro la stupidità e praticarla. E in questo giro, la brutta figura non la fa certo Cevoli, che fa il suo mestiere di comico, ma chi ha usato “quella” frase in “quel” contesto.

mammapigra in verde

Bloggers Unite - Blog Action Day

[Blog Action Day - e qui, quanti saremo?]
La mamma pigra odia i pannolini usa e getta. Sono ingombranti, riempiono le borse, richiedono un bidone apposta perché puzzano. E riempiono le discariche per decenni. La mamma pigra d’estate tiene il suo bambino in costume e basta, perché tanto se anche fa una pipì si fa presto a sciacquare. La mamma pigra, con tranquilla fermezza, ha chiarito col suo bambino che sarebbe stata orgogliosa di lui il giorno in cui avesse potuto eliminare gli odiosi pannolini. Ci sono state settimane di piccoli incidenti, e, per qualche tempo, nella borsa al posto dei pannolini ci siam portati dietro deliziose mutandine da maschietto e braghette di ricambio. Ma adesso ormai è fatta, e l’orgogliosa mamma pigra porta in giro il suo bimbo, senza l’ingoffo dei pantaloni ripieni.

La mamma pigra ha insegnato al suo bimbo che “ogni cosa al suo posto”. I giornali vecchi nello scatolone in veranda, le bottiglie di plastica (che meraviglioso rumore schiacciarle!) nel sacchettone apposta, le bucce di mela nel bidoncino verde dell’organico, il vetro col vetro e il resto (il poco resto) nel bidone nero sotto al lavello. Il bimbo della mamma pigra si diverte moltissimo a mettere ogni cosa al suo posto, ed è fiero di mostrare che sa benissimo dove vanno le cose. Il bimbo della mamma pigra ha perfino convinto i nonni a fare la raccolta differenziata al mare, perché andare a buttare le bottiglie nella campana del vetro è troppo divertente..

La mamma pigra in ufficio rompe i maroni a tutti perché mettano la carta usata nel bidone per la carta da riciclo e spengano computer e UPS quando escono la sera.

La mamma pigra vorrebbe mangiare “a chilometri zero”. Compra solo frutta e verdura di stagione, dalle bancarelle “buone” del mercato (quelle degli agricoltori, non quelle che sembrano supermercati all’aperto). Le uniche concessioni all’esotico sono le banane, Solidal però. Per il latte, da un po’ c’è il distributore del latte crudo, è comodo perché puoi comprarlo anche la domenica, costa meno di quello del supermercato, ed è altrettanto buono. Certo, è sempre latte di pianura. Comprarlo al distributore del crudo di una malga alpina sarebbe meglio. Magari in vacanza..

allora c’è qualche speranza

Ieri sera a cena ci siamo sfogati tutti, sulla campagna elettorale per le primarie del PD, sull’inconcludenza del governo, sull’impossibilità di far funzionare una maggioranza in cui ciascuno ha come massima priorità quella di guadagnare cinque minuti di telegiornale facendo la gara a chi la spara più grossa.

E poi alla fine abbiamo concluso “guarda, stavolta a votare ci vado, gli lascio anche più di un euro, ma con l’unica speranza che siamo in tanti, e che siamo talmente tanti da dargli una svegliata”.

Beh, siamo veramente in tanti, allora. Non deludiamoci.

weekend

Nonostante Guido stanotte ci abbia tenuti svegli dall’una alle cinque, sono riuscita a fare un passaggio di saluti a Strati della cultura, ci tenevo. Già penso alle cose che si potrebbero fare insieme nei prossimi mesi.

Notte d’oro? no, grazie. Cena con due cari amici, e poi, se il pupo permette, nanna!

E poi, primarie. Sperando che si vada in molti, e che questo cambi la rotta intrapresa finora dal pd.

etica del lavoro

Segnalo con qualche giorno di ritardo un articolo di Giampaolo Fabris su Affari e Finanza di Repubblica, dall’eloquente titolo “più che il mecenatismo conta il rispetto degli utenti“. In sostanza, Fabris scrive che le aziende, quando si riempiono la bocca di bilanci sociali & C, prima di parlare di quante iniziative culturali e umanitarie hanno sponsorizzato, dovrebbero rendere conto dell’eticità dei propri comportamenti quotidiani, del rispetto dei propri clienti e utenti e della trasparenza di prezzi e tariffe.

Aderisco come una patella all’istanza di Fabris, anzi rilancio: prima di tutto le imprese dovrebbero rispondere alla semplice domanda: “quanto faccio bene il mio lavoro?”. Sono sfranta dalla scarsa qualità e attenzione che sperimento ogni giorno, e che poi va a causare problemi e disagi e sprechi.

Fare bene il proprio lavoro, ogni giorno, come un monaco zen; rispettare le regole, quelle scritte (tasse, codice della strada, sicurezza sul lavoro, protocollo di Kyoto, per dire) e quelle non scritte (tipo la buona educazione) e poi, tirata ‘sta riga e andati a capo, vedere se si può fare di più.

Sì, è molto più difficile poi costruirci una campagna di comunicazione sopra, lo ammetto. Ma quanto migliora la vita di tutti?

qualcosa di rosso

rosso.jpgcome si dice in questi casi, “riceviamo e volentieri pubblichiamo”:

A sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi della Birmania: oggi, venerdì 28 settembre, indossiamo tutti qualcosa di rosso. Inoltrate il più possibile questo messaggio

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