auguri a una gran donna
22 aprile 2008
Rita Levi Montalcini compie oggi 99 anni, portati in maniera invidiabile.
L’ho sempre detto io che le donne del Toro sono delle gran signore
Navigando in rete, ho scoperto il sito della sua Fondazione. Semplice, veloce, chiaro ed elegante. Concentrato sull’essenziale e sull’utile, e sempre mantenendo uno stile impeccabile.
In questi tempi cupi e confusionari, una boccata d’aria fresca, e un buon esempio da tenere in mente.
preparativi
14 aprile 2008
Sabato sono andata dalla parrucchiera e mi sono depilata.
Se questo paese torna in mano a Berlusconi, sarò talmente depressa che, se mi guardo allo specchio e vedo pure la ricrescita bianca dei capelli, potrei buttarmi giù dalla finestra.
Se invece giriamo pagina, voglio andare a ballare in piazza, ed essere bellissima
e tuttavia
28 marzo 2008
Pur ribadendo fermamente che I’m PD, su certe scelte avventate (o avventizie) esprimo un po’ di perplessità. Uolter, divertirci ci vogliamo divertire, ma il dilettantismo non è di per sè una qualità; e certe scelte di candidatesse, tipo la Madia che spande a destra e a manca i suoi pensierini (vedi florilegio composto da livePaola) mi costringono a un certo esercizio di autocontrollo. Delle volte è proprio vero che le peggiori nemiche delle donne sono loro stesse…
io sostengo
28 marzo 2008
Letto su oh my marketing, da una proposta iniziale di Luca Conti, aderisco anch’io (a scanso di equivoci, che dove sto si capisce già benissimo anche senza consultare strumenti online) al meme “tu con chi stai”.
Io a votare ci vado, eccome, e, anche se rispetto a certe questioni specifiche le mie personali posizioni possono essere più radicali, resto convinta che sia mille volte meglio lavorare per il possibile ora, piuttosto che per un utopistico “meglio”.
Poi, quando penso “antropologicamente” al modello umano (??) “berlusca” e alla faccia aperta e onesta di Uolter, non solo la mia testa ma anche la mia pancia si coalizza e si impegna perché “si possa fare”.
invidia allo stato puro
12 marzo 2008
Che dire? lasciamo parlare chi c’è, in Spagna:
La Spagna è un paese dove le elezioni politiche si svolgono dalle 9 di mattina alle 8 di sera, e due ore dopo la chiusura dei seggi si sanno già i risultati.
Si vota anche per posta, e per la prima volta hanno potuto votare i ciechi con schede in Braille.
La Spagna è un paese dove le elezioni si svolgono con calma e serenità assoluta, anche dopo un attentato vile da parte di una organizzazione terroristica in bancarotta morale e militare (checché ne dica quel pezzo di carta per avvolgere il pesce che è La Repubblica).
La Spagna è un paese dove il centro sinistra vince anche contro una chiesa becera, con un messaggio moderato, ma fermo.
…ma sì, continuiamo!
La Spagna è un paese dove gli exit poll ci prendono.
Dove i treni vanno in orario (e se ritardano anche di pochi minuti, ti ridanno indietro i soldi del biglietto).
Dove la birra al bar costa un euro e venti centesimi, e i calamari fritti scorrono per le strade.
Lucio, non infierire
alla peggio, c’è sempre la Spagna
10 marzo 2008
Qua c’è l’intenzione di mettercela tutta, ma poi, se proprio non ce la si fa, un paese bello, con una lingua meravigliosa, clima caldo, e governo che decide e decide bene, è pur sempre un’ipotesi praticabile…
forza uolter
8 marzo 2008
Ieri sono entrata in ufficio prima del solito, ho mangiato in fretta lavorando, alle cinque e un quarto sono uscita, son passata a prendere il latte e poi da casa a lasciare il portatile.
Ho prelevato Guido dai nonni, siamo montati in macchina, e gli ho acceso la “macchinina pannante” (=macchinina parlante, ossia il navigatore). Sotto una pioggerellina fastidiosa, abbiamo stupidamente seguito i consigli della macchinina pannante che ci ha fatto fare un giro della madonna, e siamo arrivati a Paladeandré beccando l’ultimissimo posto sul prato in fondo al parcheggio (stracolmo).
Ho mantellinato Guido, e mi sono fatta tutto il parcheggio sotto la pioggia con lui in braccio, e finalmente siamo arrivati dentro. Stavano appena mettendo su “mi fido di te”; ho tolto a tutti e due i piumini, insaccandoli dentro la borsa, e mi sono ripresa in braccio il mio koala, portandolo a lato palco (la mia posizione preferita).
Sono entrati Veltroni, Pagani e la Lisa Dradi, fra applausi e bandiere che sventolavano; noi “lato palco” ci siamo seduti per terra, ma in quel momento è arrivato il sindaco, che aveva il suo posto in prima fila proprio di fianco a noi, e ha preteso che mi ci sedessi io con Guido (quando si dice non essere attaccati alla poltrona
).

(La foto viene dal sito Ravennanotizie)
Per tutto il comizio, Guido mi è stato incollato addosso, probabilmente chiedendosi se ero impazzita a portarlo in una situazione del genere. Ma sono contenta di averlo fatto, già non faccio più quasi niente oltre al lavoro, l’alternativa era farlo portare a casa dai nonni e vederlo alle otto passate, invece così siamo stati insieme e alla fine secondo me s’è divertito (infatti nella foto, in basso a destra, lo vedete sorridere).

(La foto viene dal sito Ravennanotizie)
Del resto ce l’ha detto anche Uolter, di divertirci
. Speriamo anche di ridere ultimi.
discutibile provocazione
5 marzo 2008
Sarò dura di comprendonio, ma io il concept della “provocatoria” campagna di Donna Moderna by Oliviero Toscani sulla violenza contro le donne non lo afferro.
Due bambini nudi, maschio e femmina, e sotto, già predestinati, i ruoli “carnefice” e “vittima”. Poi i dati nella seconda pagina sono tutti terribilmente veri, ma la foto è e resta terribilmente sbagliata. Non si “marchiano” così i bambini, è solo triste.
I bambini si crescono, e si educano a essere uomini gentili e donne con il senso di sè. Ma da qui a pontificare, come Toscani fa col suo solito tono da “chemmenefotte delle polemiche”:
“Molte madri, prese dagli impegni e dal lavoro, hanno abdicato all’educazione sentimentale dei figli.”
ce ne corre. Ah, nuova questa, che la colpa alla fine sia delle donne. Non solo li provochiamo, o non li denunciamo, ma siamo tanto egoiste da lasciarci prendere da impegni e lavoro, invece di educarli per bene. Signora mia, una volta quando le donne stavano a casa, mica c’erano tutti ‘sti problemi, eh? Meno grilli per la testa, meno zoccole in giro, e più tempo per badare ai bambini, che si sa, della mamma hanno bisogno.
Guido, tienilo a mente da subito. Anche se io lavoro e questo m’impegna molto, non per questo ti trascuro o ti ignoro, né lascerò che tu cresca formandoti delle donne un’opinione men che rispettosa. Da me imparerai che le donne non sono fatte per essere al servizio degli uomini, e che fra uomini e donne è possibile il rispetto e la collaborazione. Da tuo padre imparerai che non c’è nulla di strano né di disonorevole a fare la propria parte di lavori di casa o a sposare una donna “più pubblicamente visibile” dell’uomo a cui si accompagna.
Invece di lanciar provocazioni, rimboccarsi le maniche e dare l’esempio.
ma come vi permettete?
13 febbraio 2008
Ma come si permette un giudice di ordinare un’irruzione a mano armata della polizia in un ospedale, sulla base di un ipotetico reato di “feticidio” che non sta non dico nel codice penale, ma nemmeno nel vocabolario italiano?
E tutte le anime belle che non si vogliono sporcare le mani sulla scheda elettorale, perché “stavolta voglio dare un segno forte”, ma lo capite in che tunnel fascista ci stiamo infilando?
Ci vogliamo svegliare, e parlo soprattutto alle donne?? Lo vogliamo dire forte, che tengano giù le mani?
yes we can
7 febbraio 2008
Prendo a prestito il titolo del post da Elena, e, già che ci sono, il commento lasciato in proposito da suzukimaruti:
Po-ta-tu-ra! Po-ta-tu-ra!
Visto che dobbiamo perdere, almeno diamo una mazzata agli estremisti di sinistra e di centro. Gente che in un paese civile non dovrebbe raccogliere voti ma sputi.
Adoro le missioni suicide, quindi concordo con Walter.
e comunque non penso che sia così scontata la sconfitta. Grande Uolter che ha il coraggio di dire
Capisco che tutti vogliano stare coperti, ma io credo che occorra rischiare attraverso l’innovazione
e ancora:
Noi diciamo agli italiani che se voteranno per il Pd voteranno per una posizione chiara, univoca, che non dovrà mediare con 18 forze politiche diverse
Uolter, tieni duro. Se veramente ce la fai a proporre un governo di 12 ministri, metà i migliori del PD, metà indipendenti veramente competenti, metà uomini e metà donne, io credo che saranno in molti a ritrovare la voglia di votare.
