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pensieri, letture, allegrie e sconforti di una che fa le cose con passione

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cominciare male la giornata

Scorro velocemente la homepage del Corriere.it, e sfortunatamente inciampo nell’articolo di costume:

homecorriere

Ora, che nel 2009 io debba leggere nei titoli di un quotidiano nazionale che si da arie di serietà la frase “e ora si discute: meglio belle o intelligenti”, è una cosa che trovo deprimente. Sul serio.

parole scritte a vanvera

Spesso la mattina, a colazione, mi leggo il Sole 24 Ore del giorno prima, sfruttando l’utile lavoro di selezione articoli che mi fa Paolo (orecchie nelle pagine & C). Di solito il supplemento Finanza&Mercati lo passo direttamente al riciclo senza aprirlo, ma nel numero di ieri c’era un sorprendente articolo di Daniela Roveda, corrispondente da Los Angeles del 24 Ore, su Google Chrome. Purtroppo non ne trovo traccia nell’edizione online, quindi ne ho fatto una scansione.

Dall’articolo ho appreso che:

  • la notizia dell’esistenza di Chrome si è diffusa per errore, in realtà a Google volevano tenerla nascosta, ma un astuto blogger ha scovato i due bozzetti che descrivevano il progetto (Pensiero no.1: certo che questi, invece di mettersi a disegnare due scarabocchi sul retro di una tovaglietta, han fatto proprio uno schemino completo… Pensiero no.2: sarà anche stato uno sbaglio, ma io conosco un buon numero di professionisti del marketing che pagherebbero, pur di fare questo genere di sbagli, con seguito di risonanza mondiale sul progetto a cui stan lavorando…)
  • Google punta a far le scarpe al “sistema operativo di Microsoft” (sarà per questo che ha rilasciato solo la versione per Windows… sagaci!)
  • Microsoft non sta mica a guardare, s’intende. Pare che abbia in animo di lanciare la versione 8 di Explorer, che permetterà di “far perdere le tracce dei siti visitati, per evitare di essere tempestati da messaggi pubblicitari indesiderati” (psst, Daniela! IE8 l’hanno già lanciato in beta, qualche settimana fa… e cancellare le tracce dei siti visitati non serve tanto ad evitare lo spam, quanto a non far sapere agli altri che usano il tuo computer quali siti hai visitato, tanto che questa funzionalità è stata malignamente ribattezzata porn-mode)

Insomma, non c’è niente di meglio di una bella risata per cominciare la giornata. Grazie Daniela, e buona permanenza a Los Angeles, si vede proprio che a stare in Ammerica si imparan tante cose!

ma ce l’avete un correttore ortografico?

Io capisco la voglia di sfornare le notizie in tempo reale (???), ma ogni tanto gli articoli di Ravenna Notizie sono tanto infarciti di errori da farmi chiedere se, all’esame per pubblicisti, sia ancora richiesta la conoscenza della lingua italiana… Questo è lo screenshot della notizia breve apparsa stamattina:

disintossichiamoci una buona volta!

L’ultima bufala della cosiddetta informazione, quella degli MP3 droganti, dà la spinta finale a una decisione che stavo covando da qualche settimana.

Dopo aver abolito dalla mia vita telegiornali e televisione tutta, mi prendo anche un paio di mesi di vacanza da Repubblica, che è in piena versione estiva (ultraslim ma infarcita di cazzate).

Perché dedicare un quarto d’ora, una mezzora di tempo ogni giorno a leggere testi pieni di luoghi comuni, imprecisioni, opinioni di incompetenti, titoli fuorvianti, banalità presentate come la notizia del giorno? Tre ore a settimana in più per la mia vita, ci posso dormire, guardare il mare, giocare con Guido…

Negli ultimi tempi, mi sono rimasti particolarmente sullo stomaco:

  • “un piatto di carpaccio inquina più di un SUV”: eh suvvia, avete proprio misurato bene?
  • “ultima tendenza USA: asciugare i panni al sole”: ah grazie, avevo giusto bisogno del trend ammmericano per farmi spiegare che l’asciugatrice elettrica costa di più e li asciuga peggio…
  • “Google ci sta rendendo tutti più stupidi?”: non commento, che altri l’hanno già fatto meglio di me
  • uno strepitoso decalogo nel supplemento “Salute” su cosa fare per evitare il terribile pericolo delle punture di insetti: praticamente, passare l’estate blindati in casa, e uscire solo se coperti dalla testa ai piedi o se incapsulati nella propria auto a finestrini chiusi, e/o avvolti in una nuvola di veleno insetticida. Minchia che bella estate!

Insomma, in rete trovo testi scritti meglio, più informati, commentabili e sottoposti a uno stretto controllo collettivo su veridicità e fonti: chi me lo fa fare di spendere trentacinque euro al mese per il quotidiano, consumare carta e inchiostro, e prendermi pure del nervoso?

banalità 2.0

Ne stanno scrivendo in tanti, dell’articolo di Romagnoli su R2 di Repubblica, “Generazione YouTube” (fra gli altri, Mantellini, Boccia Artieri, Sofi).

A me più che altro stupisce che un giornalista normalmente bravo e attento come Romagnoli cada in questo genere di banalizzazioni, e che la redazione rincari la dose con un sottotitolo veramente demenziale:

“Non c’è fatto di cronaca che non abbia aggancio su Internet”

Dadini, la leggete la cronaca, la leggete tutta tutta?

Vabbè che ormai si mette Internet di forza dovunque, eh, come la rucola nei piatti degli anni ’80.. Una decina di giorni fa, sul Carlino Ravenna, un articolo sbandierava la scoperta di una bisca e spaccio di droga da parte dei Carabinieri; visto che al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine i tenutari stavano leggendosi la posta elettronica, il titolo di prima pagina era “Gioco d’azzardo, spaccio di coca e Internet – sgominata pericolosa banda”. ‘Sti zozzi, oltre a giocare d’azzardo e vendere coca, pure su Internet navigavano!

Nello specifico, il miglior commento comunque è la citazione di Altan riportata da Zambardino, una vecchia vignetta in cui il padre dice al figlio “Sempre lì a rincoglionirti con la televisione, eh!”; e il figlio: “Tutta invidia perché te ti sei dovuto rincoglionire con la radio”.

cervelli

Sfoglio in ritardo il numero della settimana scorsa di Nova24, e mi soffermo su un articolo che parla di spam, a firma di Federico Mereta.

E ora uno studio condotto da Peter Gernburd e Alejandro Jadad dell’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista “Plos Medicine”, disegna i contorni dell’invasione di posta elettronica [...] Tra tutte le mail spazzatura che arrivano, più o meno il 30% propone proprio farmaci o rimedi naturali [...]
Per arrivare a questa “cartina” dello spamming sanitario i ricercatori hanno sviluppato una strategia davvero intelligente. Prima hanno aperto tre nuovi account di posta elettonica, poi, dopo un mese di attività, sono andati a vedere l’incidenza globale dello spamming.

Urca, che pensatona!!! vedi cosa vuol dire lavorare in Università, gomito a gomito con le migliori menti di una generazione? Vai con la nominescion, o ai due geni per l’innovativo protocollo di ricerca, o a Mereta per un premio al giornalismo scientifico…

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