chi semina vento
30 giugno 2008
[ndr: questo è un periodo di grande insofferenza (mia) verso i nonni tutti, ricambiato da esagerate apprensioni e pretese insensate da parte loro]
Mia madre ieri, non avendo voglia di alzare le chiappe per venire a cena con noi alla Festa Artusiana, ci ha praticamente forzati a fare un passaggio da lei dopo la cena, a un’ora che di solito i bambini dovrebbero essere già a letto. Cioè non da lei, ma dal circolo tennis dove passa il tempo per stare più fresca che a casa.
Il circolo tennis è popolato da ultrasessantenni, che vent’anni fa andavano al circolo per giocare a tennis, adesso invece ci vanno più che altro per giocare a burraco e spettegolarsi addosso, con contorno di junk-food e sigarette. Insomma, non è un posto raccomandabile dove lasciare un bambino, specie per due genitori talebani come noi.
Comunque ieri sera dovevamo solo fare un veloce passaggio, per far salutare il nipotino e la nonna, che non si vedevano da una settimana.
Guido nonostante l’ora era particolarmente in forma, e si è esibito in varie chiacchiere con tutto il contorno di befane amiche della mia mamma; ovviamente lei faceva la ruota come un pavone, perché il vantaggio di farselo portare al tennis è che dopo può stare per giorni a vantarsi di quanto sia bello e simpatico il suo nipotino. Nel giro di un quarto d’ora, abbiamo sventato offerte di gelati industriali e patatine, e un contorno assortito di banalità non richieste sull’allevamento dei figli, ma ci siamo preparati e quindi sapevamo come fare.
Al momento di ripartire, Guido ha iniziato a fare lo smorfioso, tirandosi su la maglietta e facendo vedere la pancia nuda, seguito da cori di “ooh, che bella pancina che vedo!”. Mia madre ha voluto esagerare, e ha notato che la maglietta era tanto su che si vedevano anche le tettine; il saputello ha risposto “io ho solo le puntine..”; e la sventurata, non paga, ha ripetuto “eh sì, tu hai solo le puntine!”, al che il perfido, in un momento in cui curiosamente intorno si era fatto il silenzio, ha trionfalmente concluso “tu invece hai due belle tettone!”.