future perle di CV?

Ci contatta uno studente interessato a uno dei nostri progetti di tesi. Nella telefonata che segue, fissiamo un appuntamento, e gli chiedo di mandarmi comunque un suo curriculum così intanto me lo leggo. Mi risponde candido “cosa devo scriverci nel curriculum?” Beh, che un laureando triennale ventiduenne non abbia mai scritto un CV, ci sta, ma a me alla sua età non sarebbe mai venuto in mente di chiedere istruzioni all’azienda che me l’aveva chiesto.. sperem.

la persona giusta al posto giusto

Dopo la faticosa pubblicazione del megasito del progetto XY, consiglio al mio referente Caio di far inserire i link al nuovo sito sulle pagine dei loro “siti istituzionali”. Mi chiede se per favore posso contattare io il loro responsabile interno Tizio, che “è quello che aggiorna i siti”, e mi da l’interno telefonico. Provo per tutta la mattinata, Tizio è sempre fuori stanza. Alla fine, dirottata sul centralino, riesco a farmi dare l’indirizzo email di Tizio, e mando un messaggio. Al pomeriggio, Caio mi chiede se con Tizio è tutto OK; rispondo che, non avendolo trovato, ho scritto un email. Risponde candidamente “Meglio se telefoni, Tizio non legge mai le email”.

astenersi perditempo e genitori

Suona il campanello, una voce di donna chiede se può salire per chiedere informazioni. Apriamo. La signora si presenta alla porta, e chiede alla prima che le va incontro “mia figlia studia da grafica, sto girando per farle fare qualcosa quest’estate, uno stage, un tirocinio…” Mentre io dalla mia scrivania mi concentro per tentare di incenerirla in silenzio, le dicono gentilmente se magari ci fa avere un CV, in caso ci interessi poi le facciamo sapere. Se ne va perplessa di questa bizzarra richiesta.

5 Responses to “piccoli sconforti del giorno”

  1. CV Says:

    Da noi tempo fa è venuta una signora a chiedere se potevamo dare un lavoretto al figlio di un’amica che “poverino sta dando tanti pensieri ai suoi genitori perché non decide cosa vuole fare da grande…”
    Manco fossimo i servizi sociali…
    Eppure, per quanto piccini che siamo, quando è venuta una studentessa che aveva bisogno di n ore di tirocinio gratuito l’abbiamo presa (e pure pagata qualcosina).

    A me quando prendevo un brutto voto a scuola minacciavano di tagliare i fondi e spedirmi nel locale caseifico a incartare il gorgonzola (che all’epoca consideravo la cosa più “ribrezzevole” del mondo).
    Il caseifico ha chiuso da tempo e i tempi sono cambiati… :-|

  2. alebegoli Says:

    Fosse venuta la studentessa in persona, avrei anche considerato. E’ il fatto che vengano le mamme a farmi orrore. Io mi sarei seppellita se i miei avessero fatto anche solo la mossa di venire con me (o andare PER me) a un colloquio.

  3. livepaola Says:

    Si diceva con un’amica in questi giorni: quando eravamo a scuola noi, se un professore ci dava un brutto voto, mai nella vita i nostri genitori si sarebbero sognati di contraddire il professore; ci avrebbero preso a scapaccioni e chiuso in casa a studiare.
    Oggi, pare, se la prendono con professore che non capisce il talento del figlio.

  4. Mackley Says:

    Signora… eventualmente…. la chiamiamo…. eheheh :-)

  5. CV Says:

    @livepaola: non ho capito in quale fase storica sia accaduto ma pare che dai nostri tempi a oggi i genitori si siano trasformati da “genitori” a “sindacalisti dei figli”. Spesso beceri.


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