pensieri sparsi su questioni generazionali
21 aprile 2008
Capita giusto fra le riflessioni di questi giorni l’ultimo articolo di Mantellini su Punto Informatico, “Twitter – un anno dopo”:
Twitter – nella mia personale esperienza- dà il meglio di sé come strumento di interazione privata fra soggetti che si conoscono
Proprio ieri ragionavo con un’amica di come fra i nostri coetanei (over-40) l’uso di Internet sia ancora pratica di pochi; e, avendo deciso di mettermi a twitterare, un po’ per curiosità privata, un po’ per esplorare possibili usi “aziendali”, mi sono resa conto che – fra tutti quelli che in Twitter ci stanno – mancano quasi tutte le persone con cui vorrei davvero tenermi in contatto.
E’ che i miei amici han quasi tutti passato i 40, e su Twitter ci stanno quelli più giovani. Gasp. Che faccio? Resto online a fare la tardona, o mi ritiro nelle mie stanze e abbandono il campo?
22 aprile 2008 at 1:43
non so come prendere questa tua riflessione. io non sono su twitter, sto alla soglia dei 40.
sono vecchio?
non sono su twitter perché su twitter ci stanno solo i giovani?
22 aprile 2008 at 7:44
Non ritirarti. Tra un po’ arrivo anch’io
22 aprile 2008 at 10:46
LivePaola, ti aspetto
Simone, rendiamoci conto, non siam più dei ragazzini, anche se a guardarci non si direbbe. Siamo “splendidi quarantenni”, come disse Moretti di sè una decina di anni fa