prendo appunti
13 febbraio 2008
Vado insieme a una collega da uno che ci ha chiamati per un progetto di redesign di un gruppo di siti. Mi presento, lui passa direttamente a darmi del “tu”, e chiarisce subito che chiederà diversi preventivi. Vabbè, gli darò i numeri, che non si preoccupi.
Poi inizia il suo cosiddetto brief, nel corso del quale, con molta saccenza, mi spiega che vuole aumentare il tempo medio di permanenza dei visitatori nel sito, “perché questo è uno degli elementi che migliorano l’indicizzazione su Google”.
Lo guardo alzando le sopracciglia e sopprimendo la risata; si interrompe, infastidito del mio sguardo dubbioso; gli chiedo dove l’ha letta, questa; mi risponde che è così, adesso non ricorda dove, ma la fonte è sicura; gli dico che me la faccia sapere, perché mi interessa conoscere chi è che mette in circolo questo genere di favole. Segue breve dibattito, che non riporto.
Urca, Google, che palla di cristallo che c’hanno… magari noi non lo sappiamo, ma pesano anche in cesti diversi le donne, gli uomini, le neomamme, e se poi stai molto su un sito mentre hai le mestruazioni, a quel sito gli aumenta l’indice di giramento coglioni.
Meglio chiudere presto, oggi, che stasera voglio uscire.
15 febbraio 2008 at 10:38
Non joint venture, joint e basta
15 febbraio 2008 at 11:02
Ieri Sartoni mi suggeriva che se uno legge ad alta voce le pagine di un sito, Google lo indicizza meglio.
Mi sono informata, e ho scoperto che questo succede soprattutto se le stai leggendo a gente informata e interessata. Se invece l’uditorio è menefreghista e inesperto, praticamente conta un cazzo.
21 febbraio 2008 at 19:33
Aspetta che questa me la segno, la metto nel mio tutorial sul bravo SEO.