Dai commenti di uno dei miei blog preferiti mi arriva notizia di un articolo comparso sul Corriere.it di ieri, “Partite dei figli? No, grazie, non ho l’airbag“. Tal Janine Wood, casalinga e scrittrice di Deerfield, Illinois, sostiene la necessità di evitare di diventare “soccer moms”, e consiglia alcune regole (tipo: non comprare un’auto familiare, per non ritrovarsi a scarrozzare marmocchi; non iscriverli a nessuna attività sportiva di alcun tipo; avere un’auto senza airbag, così le altre mamme non ti affideranno i propri pagoli; etc.), utili in sostanza per non farsi troppo rompere i coglioni dalla prole (qui sintetizzo di mio, ma il tono è quello).

Ora, capiamoci. Io sono una mamma pigra. Penso che l’iperprotezione isterica dei bambini e l’eccesso delle cosiddette “attività extracurriculari” siano vere e proprie patologie sociali. Sono fermamente convinta che ogni tanto le madri, anche le madri, soprattutto le madri, per conservare il proprio equilibrio e sanità mentale, debbano prendersi uno stacco e pensare a se stesse.  Mi dissocio fermamente dal coro che si è levato, “oh miodio che scandalo, guardarli tirare a pallone e scendere dallo scivolo sono le cose più belle che puoi fare!” (odio gli assoluti: godo molto a guardare mio figlio giocare, ma ci sono cose altrettanto belle e goduriose, e alcune anche di più, ma poi magari non le farei comunque per tutto il giorno tutti i giorni neanche quelle).

Però non ho niente da spartire con chi, come la Woods, sembra fottersene dei propri figli, o considerarli un mero fastidio.

L’equilibrio mentale non va confuso con la trascuratezza. E poi l’airbag dall’auto bisogna disattivarlo comunque, gliel’ha detto nessuno alla Woods che ai bambini li soffoca?

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