perle di CV 2
17 ottobre 2007
Paolo mi segnala un annuncio pubblicitario nella penultima di Repubblica Bologna:
AGGIUNGI UN TITOLO AL TUO CURRICULUM VITAE
Entro 12 miglia – a motore
Senza limiti – a vela
Allora, consideratevi avvisati. Chiunque mi mandi un CV nel quale segnali di essere in possesso di patente nautica, e faccia capire che questa è da lui/lei considerata un titolo pertinente, verrà direttamente proiettato nel cestino senza passare dal via.
25 ottobre 2007 at 9:44
quindi senza ritirare le 20€?????
25 ottobre 2007 at 9:47
Complimenti! Nella condizione in cui si trova attualmente il mondo del lavoro c’è proprio bisogno di Manager del tuo calibro.
25 ottobre 2007 at 10:04
Nella condizione in cui si trova il mondo del lavoro, l’idea di “qualificare il proprio CV” aggiungendo come titolo una licenza nautica o similari è IMHO come il concetto di guadagnare crediti validi per laurearsi facendo atto di presenza a un convegno, o facendo attività di volontariato in un’associazione. Praticamente, la laurea a bollini, come i regali delle raccolte punti.
Quanto all’ironia, grazie ma non è mia abitudine misurarmi il calibro, “quanto ce l’ho grosso” è problema dei maschietti.
25 ottobre 2007 at 12:15
nemmeno voglio entrare nel merito del come, al giorno d’oggi, ci si “guadagni” il titolo di studio ma CONSENTIMI DI PENSARE che è giusto che uno sul suo CV inserisca tutti i titoli che creda possano essere utili a trovare un lavoro
se ti venisse mai commissionato un sito dalla Capitaneria di porto, un collaboratore che abbia “competenze” in materia nautica potrebbe esserti utile
“quanto all’ironia” nessuno si riferiva a quel tipo di calibro e il fatto che tu possa aver sviluppato solo quel genere di pensiero mi fa riflettere sulla presunzione e il senso dell’ego che, comunque, dimostri di avere leggendo le considerazioni nel tuo blog
PERMETTIMI un altro commento: IMHO lo inserirei in “parolacce 4″
25 ottobre 2007 at 12:29
Se uno manda il suo CV alla Capitaneria di Porto, fa benissimo a metterci che ha la licenza nautica, perchè in quel caso si tratta di un titolo completamente pertinente a quel contesto.
La prassi che mi infastidisce, al contrario, è proprio quella di infittire i CV e le presentazioni con cose alle quali si può solo rispondere “embè?”, perché non c’entrano nulla.
Non devi chiedermi il permesso per avere le opinioni e i pensieri che hai, ci mancherebbe.
Io di mio penso che mi piacerebbe che chi commenta lo facesse in modo rintracciabile (uno pseudonimo non linkato a nulla è, a mio modo di vedere, più vicino alle scritte anonime sui muri che alla libera espressione delle proprie opinioni).
Hai ragione, IMHO si può anche dire in italiano, apprezzo la segnalazione.